VARESE Famiglie varesine sempre più in rosso. Un debito medio di 26.330 euro per nucleo, con un aumento cresciuto di 1.245 solo nell’ultimo anno. Varese, poi, è al sesto posto in Italia tra le famiglie più esposte con le banche. Questo è quanto emerge dai risultati dall’elaborazione condotta dalla Cgia di Mestre sullo stato di salute economico delle famiglie italiane, in base ai dati di Banca Italia e Istat.Un indebitamento inteso come quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di auto o moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo dai finanziamenti per la ristrutturazione dei beni immobili.«Sono dati che possono significare tutto e il contrario di tutto perché basati su beni di diverso genere – spiega Christian Campiotti, assessore alla Politiche Sociali della Provincia di Varese – Sono comunque significativi e destano preoccupazione. Le nostre famiglie per poter mantenere lo stile di vita degli anni precedenti devo indebitarsi o ricorrere ai risparmi. Fa riflettere il fatto che forse non accettiamo i sacrifici, avendo spesso vissuto al di sopra delle nostre possibilità, di diminuire i consumi come la situazione di crisi richiederebbe». Posto numero 37 per Varese, nella classifica nazionale delle variazioni di indebitamento in tempi di crisi, confrontando i dati dal 2008 al 2011.Dai 19.250 euro si passa agli odierni 26.330, con uno sviluppo del 36,8%. Nel giro di un solo anno, invece, al 31 dicembre 2011,
aveva avuto un ragguardevole aumento di 1.245 euro rispetto al 2010. Chi riesce a mantenere il medesimo stile di vita fa fronte alle spese “erodendo” il capitale di risparmi per far quadrare i conti.Varese è medaglia di bronzo, dopo Lodi e Como, se si raffronta il peso dell’indebitamento delle famiglie italiane sul reddito disponibile. A guidare questa graduatoria sono sempre le provincie più ricche del nord, quelle che presentano livelli di reddito più elevati.Il raffronto, in questo caso, è presto fatto se si calcola che il reddito medio disponibile di tutte le famiglie della provincia è di 15.170 milioni euro, dei quali 9.802 vengono impiegati, significa che il 64,6% degli introiti sono investiti sull’indebitamento. Un dato che sottolinea una sperequazione tra la ricchezza globale e la difficoltà economica particolare, che ha una maggiore incidenza sul reddito delle famiglie più deboli. Una situazione che è destinata a peggiorare vista la continua diminuzione del tasso di occupazione. «La società si basava sulla produttività entrambi i coniugi. Oggi la crisi si fa sentire sempre di più nelle tasche delle famiglie». Esiste il ragionevole rischio che, visto l’ampio mercato del prestito che transita per i canali non ufficiali, si diffonda la piaga dell’usura.«Di fronte all’irrigidimento del mercato dei prestiti, per chi non ha piedi ben saldi per terra, è facile fare un passo falso e pensare di rivolgersi a forme di credito che rischiano di compromettere la situazione economica della famiglia e personale».
s.bartolini
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