La presentazione della squadra a Villa Recalcati? Una splendida abitudine, un modo di conoscersi, un rito scaramantico. Di più: almeno per una volta le facce delle istituzioni si fanno da parte e rinunciano alla prima file: restano in panchina, perché in campo c’è la Pallacanestro Varese. Squadra e città, una cosa sola: noi siamo Varese.
Basta con i soliti noti
, commissario provinciale, usa esser stringato ma ficcante. Sentite un po’: «Negli ultimi anni – ha detto – la Pallacanestro Varese si è distinta e ha dato dimostrazione di grande forza: nei risultati, ma anche nella capacità di mettere assieme ogni volta una squadra fortissima pescando giocatori sconosciuti. Anche quest’anno è andata così, e allora io mi permetto di fare un richiamo alla Federazione: se anche la Pallacanestro Varese dovesse vincere qualcosa ogni tanto, non cascherebbe il mondo. E allora smettiamo di far vincere sempre i soliti, al di là dei meriti sportivi». Applausi convinti della platea.
Poi ha preso la parola in qualità del presidente del consorzio Varese nel Cuore: e le sue parole hanno colpito un po’ tutti. «Voglio ringraziare : i suoi tre anni da presidente sono stati incredibili e indimenticabili. Tra qualche mese ci sarà un altro al suo posto, e io credo che questo sia il momento di dirgli grazie per tutto quello che ha fatto». Applausi scroscianti e qualche lacrimuccia, tanto che Lo Nero dopo ha detto altre cose ma noi mica ce le ricordiamo.
Certo: il botto poi l’ha fatto , qui anche a nome di suo padre per celebrare il settimo anno di sponsorizzazione. «Mio papà ha mandato me, lui non mancherà al palazzetto: lo vedrete al suo posto a gridare “forza Varese” e a lanciare qualche accidente agli arbitri. Siamo al settimo anno: sette anni che sono stati un crescendo rossiniano, da una retrocessione a un quasi scudetto. Ora è a arrivato il momento di crescere ancora. Poche aziende hanno legato il loro nome a quello di una squadra per così tanti anni: credo che sia arrivato il tempo della prima vittoria. Come premio alla nostra longevità, ritengo che la mia famiglia si meriti di vedere appeso al soffitto del palazzetto uno stendardo con il suo nome. Io sono convinto che questa squadra riuscirà a far dimenticare gli indimenticabili di un anno fa, e che tra qualche mese tutti parleranno degli “incredibili”». Applausi, urla, risate.
In qualità di secondo sponsor ha parlato anche l’amministratore delegato di Teva, : «Sono felice – ha detto nel suo italiano francesizzato – di confermare per il terzo anno la nostra sponsorizzazione: figlia di una unione di intenti e di valori tra noi e Pallacanestro Varese. Non a caso il nostro marchio affiancherà anche tutto il settore giovanile e le attività sociali, come quella del basket in carrozzina. Vogliamo onorare il passato, il presente e il futuro di questa società e lo dico da francese: come tutti i miei connazionali, appassionato di basket a partire dallo scorso fine settimana (quando la Francia ha vinto i campionato europei)».
Dal secondo sponsor allo sponsor tecnico: ecco Adidas, mica gli ultimi arrivati. «Il nostro marchio – ha detto – è presente nel basket grazie a diversi testimonial nella Nba, ma in Italia mancava da qualche anno come sponsor tecnico. Abbiamo scelto Varese: un club importante, all’altezza di Adidas. Noi siamo qui per aiutare Varese a tornare nell’olimpo della pallacanestro europea, come le altre squadre da noi sponsorizzate: il Real Madrid e il Panathinaikos. Spero che la prossima sia una stagione fantastica, e i presupposti ci sono già: siamo la squadre meglio vestita di tutte».
Tante aspettative equivalgono a tanta pressione? Non per coach : «Tutti questi auguri e questa voglia di vincere per noi sono solo una motivazione in più: è questo il motivo per cui siamo venuti a giocare a Varese. Lo scorso anno è stato indimenticabile, noi non vogliamo che quella squadra venga dimenticata ma che venga ricordata anche la nostra. Dobbiamo raccogliere tutto questo affetto, e coltivarlo come l’amore che va coltivato ogni giorno: dando il massimo in palestra, dando tutto quando indossiamo questa maglia».
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