Il Varese ha lanciato la campagna abbonamenti (tutte le info nella pagina a fianco) dopo la rocambolesca e per certi versi miracolosa corsa contro il tempo che ha portato il presidente Nicola Laurenza e il segretario Giuseppe D’Aniello a presentare martedì sera in Figc la documentazione necessaria a 41 minuti dal termine ultimo. Il numero uno biancorosso, nel giorno 1 del suo «Varese 2.0», pensa alle persone che con la loro generosità hanno permesso una sopravvivenza che solo qualche giorno fa sembrava terribilmente lontana. «Voglio dire grazie a tutti i nostri tifosi, l’esercito biancorosso
che è sceso in campo con noi. Ma soprattutto il pensiero va alla mia famiglia e a quella di mia moglie, che hanno impegnato, a garanzia, tutto quello che avevano. Poi a Marco Rosi, il mio primo socio e primo affiliato di “Oro in Euro”, che a distanza di oltre un decennio dall’inizio di quell’avventura ha voluto riporre in me la stessa fiducia da cui era scaturito tutto. E infine anche a Ubi, che ha portato questa faccenda fino in fondo, a differenza delle altre banche, che mi hanno appeso tutte quante il telefono in faccia».
«E il lancio della campagna abbonamenti non potevamo che farlo qui, a Palazzo Estense, a testimonianza di come tutta la città abbia lottato per raggiungere questo obiettivo» ha aggiunto il sindaco, Attilio Fontana.
“Orgogliosi dei nostri colori”: questo lo slogan inciso sui manifesti (realizzati anche grazie a Ottica Ilop, sponsor della campagna) e “incarnato” da quattro testimonial davvero speciali, ovvero quattro ragazzini della scuola calcio del Varese (Claudio, Francesco, Lorenzo e Andrea), ai quali il biancorosso è stato dipinto addosso, con la tecnica del body painting. Claim e volti scelti non a caso, perché “Pelle biancorossa” è esattamente l’hashtag lanciato ieri «e perché, come avevo già detto un anno fa, i giovani sono il nostro futuro e da loro tutti noi dobbiamo prendere l’energia e l’entusiasmo» ha affermato ancora Laurenza.
Oggi dunque il via, alle 10, alla Casa del Disco ma non solo. Ai cuori biancorossi è offerta quindi subito l’opportunità di dimostrare tutto l’attaccamento, che già hanno urlato in ogni modo, alla maglia. Creando una famiglia, anzi: una grande tribù.
«Non siamo in grado di schierare ovviamente un organico che punti alla serie A, ma questo non vuol dire che non daremo il massimo fino all’ultimo secondo di ogni partita» ha detto il presidente. «Lo faremo innanzitutto per salvarci, perché la B è la nostra serie A».
Lo sguardo è rivolto al futuro. «La fidelity card, che introduciamo come formula proprio quest’anno, è il primo passo verso l’azionariato popolare: perché non importa avere 200 abbonati in meno, ma conta che tutti coloro che vorranno sottoscrivere la tessera annuale lo facciano perché ne sono convinti davvero»ha spiegato ancora Laurenza, che mantiene nel frattempo le porte aperte a chiunque voglia farsi avanti per dare concretamente una mano a questo Varese. «Qualche piccolo avvicinamento con alcune realtà imprenditoriali del territorio c’è stato, ma ancora nulla di concreto, per cui io resto a disposizione di tutti». E nel futuro del Varese 1910 persiste il sogno di un nuovo stadio. «Posso solo dire che c’è stato un contatto fra il presidente Laurenza e i proprietari di un terreno situato in città» ha chiosato Attilio Fontana. «Serviranno comunque vari approfondimenti ulteriori».
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