– Allarme influenza: pronto soccorsi presi d’assalto. In tilt Circolo e Del Ponte. «Siamo in emergenza- conferma , primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Circolo – Nella mattinata di oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto 30 pazienti con necessità di ricovero. Di questi 15 hanno trovato una collocazione, per i restanti 15 stiamo cercando una soluzione. Non è facile». Dieci giorni fa, durante la prima ondata di afflussi record a causa di stato
febbrili e problemi respiratori la direzione sanitaria aveva sbloccato 12 letti per fronteggiare l’emergenza in pronto soccorso. «Quei letti non ci sono più – spiega Perlasca – Non sono più disponibili. L’attesa per i ricoveri potrebbe superare le 24 ore». In cinque ore ieri mattina al circolo si sono presentati 48 pazienti con una media di due ore d’attesa prima di essere visitati. Nella quasi totalità anziani con più di 70 anni.
«Sono questi pazienti che necessitano di ricovero – dice Perlasca – Pazienti affetti da altre patologie nei quali un problema respiratorio lede un equilibrio già precario aggravando la situazione in modo serio».
Non va meglio all’ospedale Del Ponte: «Siamo in emergenza costante da stati febbrili – dice , primario del reparto di Pediatria – Siamo intasati non solo nei fine settimana, momento più critico, ma anche nei giorni infrasettimanali».
Nespoli, però, non ci sta a ricevere critiche e strali gratuiti dai pazienti. «La verità – dice il primario – è che le strutture sono sempre le stesse e negli ospedali da anni non si assume più personale. Noi siamo sempre gli stessi. Calcolati al millesimo per garantire un servizio ordinario. Quando, come in questi casi, il servizio affronta un frangenti di afflusso straordinario il personale è insufficiente. Le attese si allungano, i pazienti si lamentano».
Nespoli dà anche la sua ipotesi del perché di tutto questo: «Ogni tanto vedi grandi cartelloni demagogici che dicono: ambulatori 24 ore su 24 – spiega il primario – Però per farli funzionare servono risorse. Se non assumi le risorse le togli da altri settori. Che restano sguarniti. Servirebbe una più seria pianificazione del settore sanitario. In tutta Italia». Meno spot (spesso
elettorali) più investimenti. «Ma anche diverse campagne di informazione – dice Nespoli – Oggi si parla di emergenza influenzale ma non ne siamo certi». «Sono stati febbrili. Ma è influenza? Per saperlo ci vorrebbero dei test che non possiamo fare perché costosi. Test fondamentali a livello preventivo: isolando il virus avremmo cure più efficaci e maggiori informazioni per prevenire l’emergenza l’anno successivo».
Infine il primario dice la sua anche sul vaccino anti influenzale. «Che funziona e aiuta davvero – spiega Nespoli – ma si è sollevato un polverone sul nulla. Il vaccino uccide. Il vaccino fa bene. Gente che si è fatta vaccinare in televisione. Altri che dicono che è utile solo nel 20% dei casi basando questa statistica sul nulla. Una disinformazione basata sull’improvvisazione. Dove studi scientifici seri non trovano posto. Ecco una maggiore diffusione del vaccino anti influenzale molto probabilmente avrebbe ridotto di parecchio questa emergenza».
Nel futuro le cose potrebbero anche peggiorare. «Oggi è una bella giornata di sole (ieri, ndr) – conclude Perlasca – E tutti saranno usciti per godersela. Domani in molti arriveranno in pronto soccorso. E il vero picco è previsto per febbraio».













