«Palace Hotel, è un patrimonio della città. Come l’ex Aermacchi e il grand hotel del Campo dei Fiori. Se servirà, siamo pronti a fare la nostra parte».
Parole del sindaco Attilio Fontana, che assicura tutto il sostegno istituzionale della città nei confronti delle vicende del gruppo Casti, che sta cercando di uscire dall’empasse societaria creatasi dopo l’arresto per frode fiscale del patron Gianfranco Castiglioni.
Una presa di posizione importante, che forse non riporterà il sereno in una situazione estremamente tesa e molto complessa, soprattutto per i lavoratori delle aziende del gruppo che fa capo all’ex patron della Pallacanestro Varese, ma che riafferma nel modo più chiaro possibile la vicinanza della città ad alcuni dei suoi simboli più proclamati.
Se uno tra i primi a schierarsi decisamente dalla parte di Gianfranco Castiglioni, dopo l’arresto del 13 giugno scorso per frode fiscale, provvedimento chiesto e ottenuto dalla Procura di Spoleto nell’ambito di un’inchiesta sulle aziende umbre (Ims e Isotta Fraschini) del Casti Group, era stato l’attuale coach della Pallacanestro Varese Gianmarco Pozzecco, il sindaco Fontana annuncia la sua disponibilità a scendere in campo a tutela di alcuni dei simboli della città e dei posti di lavoro che vi ruotano attorno.
«Il Palace Grand Hotel del colle Campigli – sottolinea il primo cittadino – è certamente un patrimonio della città di Varese, così come lo sono gli stabilimenti ex Aermacchi e il grand hotel del Campo dei Fiori. La città è interessata al loro destino».
«Non sono a conoscenza degli sviluppi sul fronte giudiziario e amministrativo, se non per quello che leggo dalle pagine dei giornali, anche perché da un punto di vista istituzionale non ho avuto modo di interessarmi direttamente della vicenda – sottolinea il sindaco Fontana – di certo, se dovesse servire una qualche forma di mobilitazione da parte delle istituzioni per un interessamento che possa essere utile a trovare una soluzione ai problemi che dovessero porsi, posso affermare senza ombra di dubbio che noi ci siamo. Parliamo di simboli di Varese: la città ha tutto l’interesse per preservarli e per fare sì che possano essere salvaguardati insieme all’occupazione».
Anche il deputato del Pd Daniele Marantelli, intercettato ieri mentre era al seguito del ministro Andrea Orlando, assicura che sta seguendo da vicino la complessa vicenda che riguarda da vicino circa 300 lavoratori nella nostra provincia. Ora il destino del Casti Group è sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico Federica Guida, chiamata a dare il suo assenso alla richiesta di accesso alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi della legge Marzano per la ristrutturazione aziendale delle grandi imprese. Ma se anche la città c’è, sarà un’altra “grande impresa” possibile.
© riproduzione riservata












