In Germania crisi intacca consumi, domani la Bce decide sui tassi

In Germania crisi intacca consumi, domani la Bce decide sui tassi


Roma, 4 feb. (Apcom)
– Domani, giovedì, il Consiglio direttivo
della Banca centrale europea torna a riunirsi per il consueto
incontro di inizio mese sui tassi di interesse, ma nonostante il
continuo aggravamento del quadro economico stavolta non sono
attesi nuove riduzioni. Nella passata riunione il presidente
Jean-Claude Trichet aveva esplicitamente avvertito che per i
tassi il prossimo appuntamento determinante sarà a marzo, quello
di dopodomani è troppo ravvicinato dall’ultimo taglio: a gennaio
si è svolto solo dopo la pausa per le feste di fine anno, il 15,
i tassi sono stati ridotti di un altro mezzo punto, al 2 per
cento che è anche il livello più basso mai toccato nei dieci anni
di storia della Bce.

Nel frattempo dalla locomotiva dell’area euro, la Germania,
giungono segnali di cedimento anche sul fronte dei consumi, dopo
che la crisi finanziaria e economica globale ha compromesso tutto
il commercio con l’estero. E la Germania è il primo esportatore
mondiale. I dati dell’agenzia di statistica federale, Destatis,
segnalano che la contrazione si è estesa alle spese delle
famiglie: nel 2008 il fatturato del commercio al dettaglio
tedesco è calato dello 0,4 per cento in termini reali, e del 2,1
per cento in termini nominali.

In Germania, come negli altri paesi, i dati nominali sul
fatturato del 2008 del commercio al dettaglio risentono delle
forti fluttuazioni, prima al rialzo, poi al ribasso, che hanno
investito i prezzi delle materie prime, tra cui il petrolio – e
quindi tutto il comparto energia – e i beni alimentari. Rialzi
dei prezzi che hanno avuto anche un impatto sulla psicologia di
spesa delle famiglie, mentre il successivo calmieramento dei
listini è intervenuto solo quando il clima di fiducia veniva
sempre più intaccato dai timori per l’economia reale.

Sul solo mese di dicembre in Germania il fatturato del commercio
ha subito una contrazione reale dello 0,2 per cento dal mese
precedente in termini reali, e dello 0,6 per cento in termini
nominali.

Il direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique
Strauss-Kahn, ha ribadito le preoccupazioni per il quadro
dell’economia, che appare il peggiore mai visto “dai tempi del
dopoguerra”, ha detto nel corso di un web cast. L’istituzione di
Washington prevede che la ripresa si innescherà tra la fine del
2009 e l’inizio del 2010, a seconda dei paesi, ma con crescenti
rischi di egoismi nazionali e neo protezionismi. E “non c’è verso
di trovare una soluzione interna alla crisi, senza preoccuparsi
degli altri”, ha avvertito Strauss-Kahn.

Di positivo c’è che prosegue anche il netto attenuamento della
crescita dei prezzi al consumo: a dicembre l’inflazione media
nell’area dei 30 paesi dell’Ocse si è ulteriormente ridotta,
all’1,5 per cento su base annua dal 2,2 per cento di novembre.
Secondo i calcoli dell’Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico, in un mese i prezzi sono calati dello 0,5 per
cento, dopo il meno 0,9 per cento segnato a novembre. Un rientro
favorito dal forte calo di petrolio e materie prime, e che
indirettamente fornisce un sostegno positivo ai redditi
disponibili delle famiglie.

Sempre ieri la Bce ha poi reso noto che è stata decisa una nuova
proproga, fino alla fine di ottobre, degli accordi di
interscambio valutario con la Federal Reserve, che consentono di
concedere alle banche prestiti in dollari nell’area dell’euro.

Cep

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google