Il 2011 si chiuderà con una leggera crescita (+2%) per i viaggi d’affari anche se a settembre e ottobre si registra un certo rallentamento. La nona edizione del BizTravel Forum 2011, organizzato da Uvet American Express, per riunire i responsabili aziendali della mobilità con gli operatori del settore viaggi d’affari e turismo, traccia il quadro di un’economia italiana che è andata a due velocità.
« Il 2011 – ha detto Luca Patanè, presidente del gruppo Uvet, polo distributivo nel turismo con un giro d’affari di 1,65 miliardi di euro – è stato un buon anno. Ci aspettavamo una crescita dei viaggi d’affari intorno al 4,5% ma il terremoto e il disastro nucleare di Fukushima così come la “primavera” nordafricana hanno inciso più dell’1% sul mercato dei viaggi d’affari e adesso guardiamo con fiducia alla ripresa di questo fronte. D’altro canto – ha concluso Patanè – la ripresa autunnale sta accentuando le incertezze delle aziende a fronte di una situazione politico-economica in continuo movimento».
Secondo i dati in possesso di Uvet Amex il terzo trimestre di quest’anno è andato leggermente meglio (+0,6%) che l’analogo periodo del 2010. Le imprese stanno muovendo meno persone all’interno del territorio nazionale e anche nel perimetro dei Paesi UE. Sono in crescita, invece, le trasferte aeree internazionali (+7,1% rispetto al III trimestre 2010). Si fa più ricorso al treno (+0,8%), grazie all’Alta Velocità anche se questo mercato non ha più i ritmi di crescita degli ultimi due anni.
Rispetto allo stesso trimestre del 2010 nell’anno in corso aumenta il numero medio dei pernottamenti alberghieri. Crescono i viaggi aerei soprattutto per le destinazioni internazionali come Brasile, Russia, India e Cina, i Paesi cosiddetti BRIC.
Per le imprese italiane importanti opportunità in Africa. Secondo The European House-Ambrosetti, in Africa si possono aprire opportunità molto importanti per l’export delle imprese italiane – è stato detto, fra l’altro, nel convegno di apertura del BIzTravel Forum sull’internazionalizzazione delle pmi italiane. Negli ultimi 20 anni – ha fatto rilevare Ambrosetti – la quota percentuale di export dell’Italia nel commercio mondiale è diminuita (dal 4,6% del 1993 al 2,9% del I quadr. 2011), ma il nostro Paese ha tenuto molto rispetto ad altri.
e.besoli
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