Tumori: telefonini ancora assolti, più rischi dai cavi elettrici


Bruxelles, 4 feb. (Apcom)
– I telefoni cellulari “probabilmente”
non aumentano il rischio di cancro, ma gli effetti di un uso
prolungato delle tecnologie mobili e quello sui bambini sono “da
chiarire”, ha affermato il Comitato scientifico della Ue sui
nuovi rischi per la salute.

La relazione aggiorna quella elaborata nel 2007 alla luce di
nuovi studi. Quasi due anni dopo, la scienza ammette che la
conoscenza è ancora lacunosa sugli effetti provocati da un uso
prolungato delle tecnologie mobili (GSM, WiFi …).

Per quanto riguarda l’esposizione a campi a radiofrequenza
emessi dai telefoni cellulari, il Comitato conclude che
“probabilmente non aumenta il rischio di cancro negli esseri
umani.”
Ma, come nel 2007, gli esperti hanno sottolineato che la
conoscenza degli effetti di un uso prolungato di queste
tecnologie è ancora scarsa: “poche persone usano i cellulari da
più di 10 anni”.

In generale la durata di esposizione umana a tali campi è più
corta del tempo di gestazione di alcuni tumori, sono necessari
ulteriori studi per determinare se l’esposizione per molto più
lungo (anche più di 10 anni), a questi telefoni potrebbe
rappresentare rischio di cancro”, dice la commissione.

Studi recenti “non hanno dimostrato che i campi a radiofrequenza
hanno effetti sulla salute umana o animale, la riproduzione e lo
sviluppo”. Ma la commissione sottolinea che “le informazioni sui
possibili effetti sui bambini sono limitate”.

La commissione esamina anche i rischi dei campi a molto bassa
frequenza, emessa in particolare dalle linee ad alta tensione. I
nuovi studi disponibili sono pochi, e per ora si confermano le
conclusioni del marzo del 2007: “questi campi sono potenzialmente
cancerogeni e possono contribuire ad un aumento della leucemia
tra i bambini”.
“Alcuni nuovi studi epidemiologici indicano un possibile aumento
della malattia di Alzheimer a causa di esposizione a questi
campi. Nuovi studi epidemiologici e prove di laboratorio su tali
osservazioni sono necessari”, spiega la commissione.

Cep

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