Governo/ Di Pietro: Ok a uno di emergenza ma non a tutti i costi

Roma, 2 nov. (TMNews) – “Mi auguro che alcune delle cose scritte nella lettera alla Bce non si realizzino. Noi le riteniamo macelleria sociale. Vorrei chiarire la posizione dell’Italia dei Valori: questa idea che la lettera di Trichet e Draghi sia il Vangelo, noi la rifiutiamo. Una cosa è far quadrare i conti: lo chiede l’Unione europea e noi siamo d’accordo. Un’altra cosa è che a far quadrare i conti siano sempre i poveri cristi, i pensionati e i lavoratori: su questo noi non siamo d’accordo”. È quanto scrive sul suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.

“Sono pronto a dare il mio appoggio a un governo istituzionale, a patto che finalmente a pagare l’emergenza sia quel 10% di italiani che detiene il 60% della ricchezza e non sempre il 90% di italiani che detiene meno del 40%”. “Il governo Berlusconi – insiste l’ex pm – deve andare a casa. È necessario che vada a casa, ma non è sufficiente per risollevare le sorti del Paese. Ma in democrazia esiste una cosa a cui ricorrere in questi casi: le elezioni. Siano i cittadini a decidere chi deve governare”.

“Io – insiste Di Pietro – non voglio fare il governo dell’emergenza a tutti i costi. Questa politica europea che vuole risolvere i problemi delle banche e non i problemi dei cittadini a noi non sta bene affatto. Io sono ben felice di dare una mano a un governo istituzionale, a patto che si facciano dei provvedimenti lacrime e sangue per la cricca, come ad esempio la riduzione del 50% dei parlamentari”.

Gic

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