“Condividi” e il mestiere nasce con il web. Due giovani varesine s’inventano un lavoro, in barba alla crisi dell’occupazione. Chiara Borello e Debora Mattaini hanno 21 anni, sono carine determinate e hanno ben chiaro il loro obiettivo: UshAre.
«Significa “You share”: condividi», spiegano le ragazze entrambe diplomate al liceo artistico Frattini di Varese. La scorsa estate è nata l’idea di creare una loro società che offrisse differenti servizi. «A partire dalla gestione dei social, come Facebook e Twitter, che stanno diventando una realtà sempre più importante per la pubblicità – racconta Chiara – In più, secondo i nostri studi e esperienze, offriamo la creazione di siti web, grafiche e illustrazioni».
Una conversazione al bar, un aperitivo passato parlando di quello che non va a genio nel mondo del lavoro, di come si cambierebbero e di quando sarebbe bello lavorare insieme. E, solo dopo pochi mesi, quello che sembrava uno scherzo, è diventata realtà. «Abbiamo avuto percorsi differenti nel nostro ambiente, e le capacità di una si completano con quelle dell’altra».
«UshAre freelance communication, si rivolge prima di tutto alla città di Varese – le fa eco Debora – A chi vorrebbe farsi pubblicità e non ne è capace, a chi ha paura di spendere troppo magari con un pessimo risultato».
«Ci rivolgiamo a chi è orgoglioso della sua attività e vuole tenere alto quello spirito. Vogliamo sostenere la città in cui siamo cresciute, mantenere vive le tradizioni, e vedere aperti ancora per tanto tempo i negozi storici, promuovendoli con le tecniche giuste». Si sono, conosciute al corso Ifts, sulla Comunicazione e il Multimedia. Hanno scelto di non frequentare l’università per mettersi subito in gioco e imparare sul campo.
«La nostra caratteristica vincente è l’età – continua Chiara, reduce da un master in digital strategy e social media communication alla Ninja Accademy – Siamo aggiornate, non ferme in un passato creativo. Abbiamo stretto i denti e passato notti in bianco per imparare tutto ciò che sappiamo, per migliorarci, per dimostrare, a chi in passato credeva poco in noi, che siamo brave».
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