Tasi, ultime ore. O forse no E intanto il bidello “trema”

Si paga fino a oggi; il Comune potrebbe togliere le multe per i ritardi. “Paura” per il custode del classico: «Devo pagare per tutto il liceo?»

Oggi il Comune di Varese, con tutta probabilità, delibererà di non sanzionare chi pagherà in ritardo la Tasi. Il che, nei fatti, annullerebbe la scadenza di oggi portandola a dicembre, insieme alla seconda rata della tassa.

Una presa in giro per chi si è affrettato a pagare. Un sollievo per gli affittuari che – ad oggi – complici le code e i conteggi complicati – non erano ancora riusciti a conoscere la cifra esatta da versare.

Tutto in un contesto difficile, dove alla crisi e alla disoccupazione si sommano i disagi fisici legati al pagamento della tassa. Con code già all’alba davanti alla palazzina dei tributi di via Sacco che offre consulenze gratuite e grande affluenza ai Caf, che effettuano il conteggio a pagamento.

Da quando il Comune serve solo cento persone al giorno, i numeri che danno accesso al servizio si esauriscono alle 8.30 del mattino. Alle 7 c’è già la coda davanti al cancello.

Se consideriamo che tra coloro che devono pagare ci sono anziani, mamme con i bimbi piccoli e invalidi, allora si capiscono di più le motivazioni che potrebbero portare il Comune a cancellare le sanzioni. Ma si capiscono di più anche i sacrifici che hanno fatto in molti – chiedendo permessi al lavoro e stando in coda sotto la pioggia – per arrivare puntuali a oggi con le tasse pagate.

«Si potevano fare prima e meglio» è il mantra che ha accompagnato tutta la trafila della Tasi. Lo hanno detto ieri i responsabili dei Caf della Cgil e della Cisl.

Tutto con «siparietti» all’italiana, che fanno capire bene i paradossi che giorno dopo giorno i cittadini, ma anche gli operatori del comune, si sono trovati ad affrontare.

Ieri, in coda davanti alla palazzina di via Sacco, c’era anche , il bidello del liceo classico Cairoli in pensione dal 2011, ma che risiede nella scuola.

«Sono stato nominato nel gennaio del ’77 al liceo classico, ma mai ho saputo il valore catastale dell’appartamento in cui vivo. Non è che mi fanno pagare la Tasi per tutta la scuola?» si domandava l’ex bidello, molto preoccupato per le tasse da versare.

Dino De Santis si è messo in coda con il suo immancabile bastone, quello che ha agitato migliaia di volte in aria per farsi ascoltare dai suoi studenti. Dopo un po’ la coda cominciava a pesare. E all’ex bidello è venuta la voglia di andare a fare due parole con l’assessore . Un revival se si considera che Montalbetti era studente del Cairoli quando De Santis era in servizio.

«L’immobile del Cairoli è del Comune, quindi a Palazzo Estense deve esserci qualcuno che conosce i dati catastali dell’appartamento in cui vivo» diceva l’ex bidello, incamminandosi su per i meandri del palazzo, determinato a venire a capo della questione prima della scadenza dei termini, «mica di doverci pagare pure la mora».

Cose che capitano in una città piccola come Varese, dove si conoscono tutti. Ma ancor di più un Paese strano come l’Italia, dove una tassa diventa un rebus e bisogna stare in coda ore per capire come pagarla. Salvo poi scoprire che la scadenza non c’è più.