Roma, 5 feb. (Apcom) – Torneranno al lavoro lunedì prossimo gli
operai della raffineria di Linsdey, nel Nord Lincolnshire (nord
est Inghilterra) dopo il voto favorevole all’accordo raggiunto
ieri tra la Total – proprietaria della raffineria – e i
sindacati. Il nuovo accordo assegna 102 posti di lavoro a operai
britannici su un totale di 195 nuovi impieghi, nel contratto per
la desolforazione del sito. Nessuno tra i 300 operai, italiani e
portoghesi, impiegati dalla Irem – la società siracusana che ha
vinto l’appalto per il contratto – perderà il suo impiego.
Secondo quanto riferisce il Guardian il voto degli operai è
stato unanimamente favorevole. “E’ stata un’ottima decisione; ora
abbiamo la possibilità di tornare a lavoro, ma la battaglia non
finisce qua” ha detto Phil Whitehurst, membro del comitato
negoziatore del GBM Union. Il riferimento è alla centrale
elettrica di Staythorpe nel Nottinghamshire, dove secondo Unite,
circa 850 posti di lavoro per la costruzione di un motore, di una
caldaia e di una conduttura, rischiano di venire assegnati a
lavoratori non britannici.
Tutti soddisfatti insomma: il governo britannico che è riuscito
così a svincolarsi da una situazione molto imbarazzante, i
lavoratori inglesi che hanno visto prevalere le loro richieste, e
la Irem stessa: non sarà lei infatti a farsi carico delle nuove
assunzioni. Probabile che il compito spetterà alla francese
Total; peraltro al momento non è ancora chiaro in che modo
questi nuovi posti di lavoro si sono resi disponibili (a partire
da subito).
Ciò che invece appare lampante è il tentativo di “equilibrismo”
del governo di Londra, concentrato da una parte a non deludere i
colleghi di Bruxelles che hanno immediatamente condannato
l’ondata di scioperi, ribadendo le norme europee che garantiscono
la libera circolazione dei cittadini, dall’altra a non prestare
il fianco ai proclami nazionalisti di certe formazioni politiche
estremiste (come il British National Party), e al tempo stesso
attento a non esacerbare i rapporti con i sindacati, che
rappresentano le fondamenta del partito laburista, oltre a essere
importanti finanziatori.
Per questo il ministro per il Lavoro, Pat McFadden, ha inserito
come parte dell’accordo una clausola che prevede che ogni azienda
del settore delle costruzioni e dell’industria “esplori e
consideri sempre la disponibilità della manodopera locale”.
Inoltre sia il governo che la Total hanno sottolineato che i
lavoratori britannici sono stati assunti in base alle tariffe
britanniche.
Bfr
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