Referendum contro l’immigrazione in Svizzera, grande attesa al di qua del confine. L’iniziativa popolare lanciata dalla destra svizzera dell’Udc, su cui si vota oggi nella Confederazione, chiede ai cittadini di limitare la libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea, sancita dagli accordi bilaterali, che andrebbero così rivisti.
Un rischio per tutti quei cittadini, lavoratori e imprenditori, della provincia di Varese che guardano al Canton Ticino come ad un’alternativa alla crisi occupazionale che soffriamo al di qua del confine.
«Se dovesse passare, ci saranno conseguenze pesantissime, per noi e per loro – sostiene il deputato varesino del Pd – mi auguro che possa esserci una valutazione matura da parte dell’elettorato elvetico, visto che la globalizzazione sta scardinando molte certezze granitiche, compresa la vocazione della Svizzera in Europa. Ecco perché non credo che ci siano alternative alla strada maestra del dialogo e delle relazioni transfrontaliere».
Secondo Marantelli però il referendum dovrebbe servire da lezione anche a noi: «Facciamo tutti un esame di coscienza – una stoccatina in particolare ai leghisti nostrani – Non possiamo avere lo sguardo corto e la miopia degli slogan della propaganda di pancia dell’Udc svizzera, ma dobbiamo allargare l’orizzonte».
«Da un lato, i lavoratori qualificati che forniamo alla Svizzera, penso ai medici e agli infermieri, sono formati nelle nostre scuole e università, dall’altro i dati delle Camere di Commercio ci mostrano come la quota di investimenti svizzeri in Italia sia superiore a quella degli italiani che investono oltre confine».
Il leghista getta uno sguardo meno critico sul referendum: «Innanzitutto va detto che la valenza sui nostri frontalieri sarà marginale, perché gli svizzeri sanno benissimo che il loro numero aumenta o diminuisce in base a dinamiche esclusivamente economiche» spiega il commissario della Provincia di Varese.
«A noi che sappiamo che cosa è la vera immigrazione incontrollata, tutt’altra cosa rispetto a quella “immigrazione di massa” che dà il nome all’iniziativa referendaria, potrà anche far sorridere, ma dal loro punto di vista è comprensibile, visto che i dati mostrano un forte aumento di immigrati nella Confederazione».
Prima di criticare la Svizzera però, per Galli, «dovremmo imparare con rispetto la lezione di uno Stato che fa esprimere democraticamente il popolo su ogni questione, dall’inceneritore all’immigrazione».
Comunque nei giorni scorsi il governatore lombardo aveva definito «un errore» le quote invocate dall’Udc svizzera
L’europarlamentare di Forza Italia coinvolge il “ministro degli Esteri” della Ue , ritenendo «non tollerabile che la libertà di circolazione del lavoro che è alla base dei Trattati possa essere messa in discussione, oltretutto con toni aspri e provocazioni che alimentano un clima di odio e xenofobia».
Comi chiama in causa anche il Governo italiano: «Il ministro Saccomanni ha affermato che entro maggio sarà siglato l’accordo quadro con la Svizzera che regolamenterà diverse questioni, tra cui quella fiscale relativa ai 180 miliardi di capitali italiani custoditi nelle banche elvetiche. Mi auguro che al centro dell’accordo ci sia anche la questione dei frontalieri e che a loro siano date risposte chiare e non penalizzanti, a cominciare dal mantenimento al 38% dell’aliquota relativa ai ristorni».
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