Roma, 5 feb. (Apcom) – Antonio Di Pietro chiama di nuovo in causa
il Quirinale per denunciare i rischi di un governo, quello
guidato da Silvio Berlusconi, che a suo giudizio “ricalca le orme
del nazismo”. Il Pdl insorge definendolo “un individuo fuori
controllo e pericoloso” e anche Walter Veltroni giudica “fuori
misura” l’intervento del leader dell’Idv.
Dopo le polemiche suscitate dal comizio a piazza Farnese, quando
l’ex pm ha attaccato il presidente della Repubblica per il
silenzio sui provvedimenti del governo in materia di giustizia,
oggi Di Pietro è tornato a invocare un intervento diretto del
Colle con una lettera pubblicata sul suo blog: “Quello che sta
avvenendo nel nostro Paese, ad opera dell’attuale Governo –
denuncia Di Pietro – sembra ricalcare più le orme del partito
nazionalsocialista tedesco degli anni ’30 che quelle di una
democrazia fondata sul diritto. Ci sia premesso di chiederle
rispettosamente ma con fermezza di non rimanere in silenzio e di
intervenire per evitare questo scempio della democrazia. Prima
che sia troppo tardi”. Di Pietro si riferisce in particolare
all’imminente “‘poker di porcherie’ degno del peggior modello
argentino: la nomina dei componenti del Consiglio di
amministrazione della Rai, la modifica dell’organo di autogoverno
della Corte dei Conti, la limitazione delle intercettazioni
telefoniche, la modifica dei regolamenti parlamentari”.
Parole che non sono piaciute al segretario del Pd e che riapriranno, con ogni probabilità, il tema dell’alleanza con Idv già criticata da una parte del Pd, tra cui Massimo D’Alema. “Di Pietro non si è appellato al capo dello Stato – ha detto Veltroni -. Di Pietro ha fatto ancora una volta una cosa molto fuori misura. Gli attacchi al capo dello Stato in questo
momento sono funzionali alla destra e a chi ha a cuore una crisi del sistema istituzionale italiano”. Secondo Veltroni infatti “si può esercitare una funzione di critica, è legittimo farlo, ma il presidente della Repubblica sa benissimo quali siano i suoi doveri: e per fortuna tutti questi presidenti hanno garantito la Costituzione. Penso che le forze politiche – ha concluso – abbiano il dovere di rispettare il loro lavoro”.
Il primo altolà all’ex pm è arrivato in mattinata dal numero due
del Pd, Dario Franceschini secondo il quale questi attacchi hanno
“il solo scopo di raccogliere un pò di visibilità per sé e per il
suo partito”.
Dal Pdl le definizioni per le parole di Di Pietro vanno dal
“demenziale” di Paolo Bonaiuti, al “pazzo” di Maurizio Gasparri.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio osserva di
essere “poco favorevole alle azioni legali in politica ma quello
che combina Di Pietro è un inquinamento quotidiano della vita
politica italiana. Attacchi ingiustificati e senza misura nei
confronti del capo dello Stato e attacchi sfrontati e senza
misura anche nei confronti del presidente del Consiglio”.
Cep
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