Mora/ Prima notte in carcere, distratti 8,5 milioni di euro

Mora/ Prima notte in carcere, distratti 8,5 milioni di euro

Milano, 21 giu. (TMNews) – Lunedì nero per Lele Mora. E il prossimo non sarà da meno. Ieri l’impresario dei vip è finito in manette per bancarotta fraudolenta pluriaggravata ed ha passato la prima notte in carcere. Tra sette giorni esatti invece inizierà l’udienza preliminare che lo vede imputato, assieme a Emilio Fede e Nicole Minetti, per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, per il caso Ruby. Fatti tra

loro separati che insieme allungano la lista dei guai giudiziari riconducibili al talent scout. A far aprire per lui le porte del carcere è stata l’accusa di per aver distratto, in qualità di amministratore della LM Management, circa 8 milioni e mezzo di euro. A convincere il gip Fabio Antezza di non considerare altra misura al di fuori del carcere: la tendenza del 56enne, a “sottrarsi ai rigori della legge”.

Modalità esecutive dei delitti, contatti all’estero, disponibilità di denaro “drenato” all’estero sono pericoli, scrive il gip, “arginabili solo ponendo l’indagato nell’assoluta impossibilità di muoversi nello spazio a lui circostante”. Ad influire è stato poi il pericolo di fuga, visto che Mora vive a Milano, ma è residente anche in Svizzera.

Secondo le indagini condotte dai pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci nonostante il fallimento della LM Mangement e dello stesso Mora come imprenditore individuale, il talent scout avrebbe continuato a muovere flussi di denaro.
Nell’ambito delle indagini sul fallimento della LM Manegement gli inquirenti sono convinti che siano stati distratti circa 3 milioni e mezzo di euro attraverso fatture per operazioni inesistenti. Cinque milioni sarebbero stati invece i pagamenti all’immobiliare Diana srl, società comunque a lui riconducibile e definita “cassa di famiglia”.

Il gip parla di diverse operazioni “anomale”, tra cui si inserisce l’acquisto di un immobile a Porto Cervo. A spiegare le modalità dell’acquisto è lo stesso Lele Mora in un interrogatorio riportato nell’ordinanza “In passato prendevo in affitto per la stagione due ville in Sardegna. Il canone di locazione andava versato anticipatamente ed era di rilevante entità. Io d’altronde avevo necessità di ville lussuose perchè servivano per la mia tipologia di lavoro. Un bel giorno ho detto a mia figlia Diana: ‘spendo tanti soldi e a noi non resta nulla’. Potremmo organizzarci diversamente. Così ho acquistato una villa con la Diana Immobiliare dando 10mila euro di acconto al costruttore della villa. Questi 10 mila euro erano stati pagati dalla immobiliare Diana con fondi propri”.

Dalla documentazione, secondo il gip, risulta che LM Mangement avrebbe corrisposto alla immobiliare Diana quasi 62 mila euro già a decorrere dal mese di febbraio 2004, cioè da data antecedente alla data di acquisto. Lo stesso giorno dell’acquisto, scrive il gip, la LM Management avrebbe anticipato alla Immobiliare Diana “addirittura quattro annualità di locazione” con emissione della relativa fattura.
Secondo il gip l’operazione “evidenzia ed al tempo stesso mira a celare il modus operandi utilizzato dall’indagato per distrarre ulteriori somme di denaro dalla LM Management in favore della ‘cassaforte di famiglia’”.

Xju/Rcc

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