Roma, 5 feb. (Apcom) – Record del numero dei donatori ‘potenziali’ di organi in Italia: nel 2008 sono stati 89 in più, con un aumento del 4,05%, dato più alto mai registrato finora. Lo evidenzia il Report annuale sull’attività di donazione e trapianto elaborato dal Centro Nazionale Trapianti, diffuso dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, che ha rilevato, dopo un periodo di leggera flessione, una lieve ripresa della crescita dei donatori nel 2008. Ma l’aumento non ha avuto, tuttavia, un immediato riscontro nel numero degli interventi di trapianto che, invece,
subiscono un calo dovuto ad un insieme di fattori: un progressivo innalzamento degli standard di sicurezza nella valutazione degli organi da trapiantare, l’aumento dell’età di donatori, le opposizioni alla donazione degli organi, che segna rispetto al 2007 un aumento del 5,5%. E se aumenta la qualità degli interventi, diminuisce il numero totale dei trapianti effettuati: 127 in meno nel 2008 rispetto all’anno precedente; mentre cresce il numero di chi è in lista d’attesa: nel 2005 erano 8.988, oggi sono 9.790, con un aumento del 8,9%, pari ad una media del 3% all’anno.
Nell’ultimo anno i potenziali donatori segnalati dalle
Rianimazioni ai Centri di coordinamento della rete nazionale
trapianti sono stati 2.289, 40,1 per milione di abitanti, e si
tratta del dato più elevato sinora registrato: rispetto al 2007
l’incremento è stato di 89 donatori segnalati, pari al 4,05% in
più.
Dei donatori segnalati, 1.286 (pari a 22,6 per milione di
abitanti) sono stati i cosiddetti “donatori procurati”, ossia
quelli per i quali si è ottenuto il consenso alla donazione, sia
tramite dichiarazione resa in vita che attraverso la non
opposizione dei familiari, e che non hanno presentato
controindicazioni cliniche al prelievo degli organi (-1 rispetto
al 2007). A 1.206 donatori, sul totale dei procurati, è stato
prelevato almeno un organo: + 12 donatori effettivi rispetto al
2007, pari a un aumento del 0,83 per cento.
Prendendo in esame un arco temporale medio pari a quattro anni
di attività (2005-2008), gli aumenti riscontrati sono pari al
16,6 % per i donatori segnalati, al 6,0 % per i donatori che
hanno terminato il processo (donatori procurati) e allo 0,8 % per
i donatori a cui è stato prelevato almeno un organo (donatori
effettivi).
Cresce però anche il numero di opposizioni al prelievo: 683 nel
2007, pari al 31,0% sul totale dei colloqui effettuati, e di 749
nel 2008, 32,7% sul totale dei colloqui effettuati, con un
incremento del 5,5 %. Se confrontato con il dato del 2005,
l’aumento appare rilevante: +11,2 per cento. Per questo il centro
nazionale trapianti ha avviato, a partire dal mese di settembre
2008, un programma di indagine sui colloqui effettuati con le
famiglie dei potenziali donatori, basato su un questionario
distribuito a tutte le rianimazioni.
Cresce infatti anche il totale dei pazienti in lista: nel 2005
erano 8.988, oggi sono 9.790, con un aumento del 8,9%, pari ad
una media del 3% all’anno, ma tale da mantenere il sistema in
sostanziale equilibrio e in linea con quello dei principali paesi
europei.
Diminuito anche il numero totale dei trapianti effettuati: nel
2007 sono stati 3043, nel 2008 invece 2.916, ovvero 127 in meno;
la causa della diminuzione – spieg ail report – è dovuta
soprattutto a una riduzione nel numero degli organi prelevati che
da 3.291, nel 2007, sono passati a 3.156 nel 2008, ovvero -135.
Ciò sia per un incremento dell’età media dei donatori – passata
da 52 anni, nel 2007, a 53 anni nel 2008 – che ad una restrizione
degli standard di sicurezza. Nel dettaglio, nell’ultimo anno sono
stati effettuati 1.526 trapianti di rene, 990 di fegato, 326 di
cuore, 93 di polmone, 69 di pancreas e 5 di intestino.
E’ aumentata però la qualità dei trapianti è nel frattempo
aumentata, salvo per il cuore dove si è comunque mantenuta su
livelli elevati. La sopravvivenza dell’organo ad un anno
dall’intervento nel trapianto di rene era del 90,0% nel 2003 e
del 93,9 % nel 2006 – dato riferito all’anno 2006 – e superiore a
quello del maggiore registro mondiale pari al 90,1%. Per il
fegato, la sopravvivenza dell’organo ad un anno era del 82,5% nel
2003 ed è del 85,7% nel 2006, superiore a quello del maggiore
registro mondiale pari al 78,2%. Per il cuore, la sopravvivenza
2003 dell’organo era del 86,4% ed era del 83,5% nel 2006, dato
comunque superiore a quello del maggiore registro mondiale pari
al 80,1 per cento.
Red/Gtu
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