VARESE – I ragazzi del liceo classico, questa volta, l’avevano previsto: “Uscirà Seneca” scrivevamo anche noi nei giorni scorsi raccogliendo le indiscrezioni sul toto-seconda prova e questa mattina ecco che i commissari d’esame hanno svelato l’arcano: il Miur ha scelto effettivamente Seneca. Si tratta della “Lettera a Lucillum, lettera 74: il vero bene è la virtù”.A dare
per primi la notizia sono stati tutti i portali internet e i social network studenteschi, in particolare studenti.it, che ha pubblicato l’indiscrezione alle 8.25, quindi prima ancora dell’apertura delle buste. Mentre i componenti delle commissioni d’esame dettavano le prove, sui siti studenteschi è apparsa la versione intera proposta: alcuni minuti dopo anche la traduzione completa.
Con il passare dei minuti sui siti studenteschi stanno giungendo le tracce, spesso fotografate, degli altri corsi di studio: al tecnico industriale, per il tema di elettronica sarebbe stato proposto un problema pratico riferito al sistema automatizzato di riempimento e pesatura. Ai candidati presso corsi di grafica pubblicitaria sarebbe stata invece chiesto di realizzare una campagna per un museo delle arti in un museo del centro Italia. Per economia aziendale (studenti.it): Effetti della crisi, redigere uno stato patrimoniale e il conto economico del bilancio. Pedagogia se la deve vedere con il metodo Montessori.
Per la prova di informatica, si parla di una traccia legata alle caratteristiche peculiari del web 2.0 e la creazione di un database che riguarda un parco ambientale. Per lo scientifico tradizionale sarebbero invece state proposte richieste di pura analisi: studi di funzione, calcolo di massimi e minimi, integrali. Tuttavia nel secondo problema – fanno notare i responsabili di Skuola.net – sarebbe presente una richiesta di calcolo numerico che, a loro parere, risulterebbe “fuori dallo standard delle richieste per questa scuola”.
Archiviata la prova di italiano, dalle 8.30 di questa mattina i 3.500 studenti varesini – circa 7mila in provincia – sono dunque di nuovo tutti sui banchi per la seconda prova.
Quicumque beatus esse constituet, unum esse bonum putet quod honestum est; nam si ullum aliud existimat, primum male de providentia iudicat, quia multa incommoda iustis viris accidunt, et quia quidquid nobis dedit breve est et exiguum si compares mundi totius aevo. Ex hac deploratione nascitur ut ingrati divinorum interpretes simus: querimur quod non semper, quod et pauca nobis et incerta et abitura contingant. Inde est quod nec vivere nec mori volumus: vitae nos odium tenet, timor mortis. Natat omne consilium nec implere nos ulla felicitas potest. Causa autem est quod non pervenimus ad illud bonum immensum et insuperabile ubi necesse est resistat voluntas nostra quia ultra summum non est locus. Quaeris quare virtus nullo egeat? Praesentibus gaudet, non concupiscit absentia; nihil non illi magnum est quod satis. Ab hoc discede iudicio: non pietas constabit, non fides, multa enim utramque praestare cupienti patienda sunt ex iis quae mala vocantur, multa impendenda ex iis quibus indulgemus tamquam bonis. Perit fortitudo, quae periculum facere debet sui; perit magnanimitas, quae non potest eminere nisi omnia velut minuta contempsit quae pro maximis vulgus optat; perit gratia et relatio gratiae si timemus laborem, si quicquam pretiosius fide novimus, si non optima spectamus.
Ed ecco i primi commenti degli esperti di www.skuola.net, uno dei leader di settore
VERSIONE – “La versione di latino è sicuramente alla portata degli studenti, un pezzo significativo dell’autore che a livello di contenuti si prestava, conoscendo il pensiero dello stesso, ad essere facilmente interpretato. Testo abbastanza scorrevole di una complessità commisurata al livello di preparazione che dovrebbe essere raggiunto dagli studenti senza eccessive spigolosità, cioè le irregolarità che possono presentarsi in altri suoi testi. Quindi nel complesso scelto un testo non insidioso per valutare la competenza dei ragazzi senza trarli in inganno. Un Seneca dunque completamente diverso dall’ultimo proposto alla maturità classica”.
COMPITO DI MATEMATICA – “I due problemi dello scientifico tradizionale sono, sostanzialmente, richieste di pura analisi: studi di funzione, calcolo di massimi e minimi, integrali. Tuttavia nel secondo problema è presente una richiesta di calcolo numerico che risulta “fuori” dallo standard delle richieste per questa scuola. Allo stesso tempo, i quesiti, come sempre, spaziano su richieste di ogni tipo, dall’algebra, alla geometria, alla analisi. Non mancano richieste di carattere “storico” per quelle dello scientifico tecnologico”.
e.marletta
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