Gli dona un rene per amore Moglie e marito stanno bene

Gli dona un rene per amore
Moglie e marito stanno bene

Il quadro clinico dei due coniugi, protagonisti di un commovente gesto d’amore all’ospedale di Circolo, è stabile. «Tutto procede per il meglio e il quadro clinico fa ben sperare» commenta Paolo Grossi, direttore del dipartimento Trapianti e Infettivi. 

La coppia, infatti, è stata sottoposta a un delicato intervento di trapianto di rene: a donare l’organo all’uomo sulla cinquantina è stata la moglie. Un trapianto di organo da donatore vivente, quindi, pratica consolidata all’estero ma ancora rara in Italia.

L’ospedale di Circolo è una delle poche strutture dove vengono eseguiti questo tipo di trapianti: si tratta di pochi casi durante l’anno vista anche la complessità dell’iter di valutazione legato all’idoneità. Un’eccezione che, in questo caso, cela una storia d’amore dove una moglie regala al proprio amato un rene per evitargli le sofferenze legate alla dialisi.

A eseguire l’intervento è stata l’équipe coordinata dal professor e dal team di anestesisti guidati da . L’uomo soffriva di insufficienza renale, la prospettiva era quella di iniziare una terapia di dialisi. Ma la moglie si è offerta di donargli un rene.

Così ha avuto inizio, dopo l’assenso del magistrato, la valutazione clinica legata alla compatibilità dell’organo donato, grazie a una valutazione degli aspetti anatomici e immunologici.

La legge italiana prevede la possibilità di donazione di un organo da parte di un coniuge o di un familiare stretto. Nel primo caso il matrimonio deve essere sancito da almeno cinque anni.

«Questo per evitare matrimoni di convenienza il cui unico obiettivo è quello del trapianto di rene», continua Grossi che non era presente in sala operatoria ma che ha seguito la fase precedente al trapianto e che ora sta seguendo i due coniugi nella fase di valutazione di indennità. 

Il presidio ospedaliero di Varese non è nuovo a interventi particolari e eccezionali come quello svoltosi lo scorso giovedì. Un anno fa, proprio nelle sale chirurgiche del Circolo era stato eseguito il primo trapianto di rene senza trasfusione su un paziente testimone di Geova.

Inoltre, è stato il nostro ospedale, grazie alla presenza di professori e chirurghi luminari, a fare da apripista al trapianto combinato rene-pancreas in pazienti sieropositivi.

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