Omicidio Rea/ Indagato il marito, “mi sento come Cristo in Croce”

Omicidio Rea/ Indagato il marito, “mi sento come Cristo in Croce”

Roma, 22 giu. (TMNews) – Sarà sentito, ancora una volta, venerdì dai pm di Ascoli Piceno Salvatore Parolisi dopo la svolta nelle indagini sul delitto di Melania Rea, trovata morta, massacrata con 32 coltellate, nella pineta di Ripe di Civitella. A due mesi dal ritrovamento, il 20 aprile, del cadavere della 29enne di Somma Vesuviana, il marito Salvatore è stato iscritto nel registro

degli indagati con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Ma l’uomo, caporalmaggiore dell’esercito ed istruttore delle soldatesse al 235esimo reggimento di Ascoli Piceno continua a professare le sua innocenza. Si sente come “Cristo in croce”, “pulito dentro”, ha detto ieri ai giornalisti dopo aver pregato sulla tomba della moglie e al termine di una lunga giornata iniziata con la notifica dei carabinieri dell’informazione di garanzia.

“Non ho fatto nulla – ha ripetuto – e arriverò fino alla cima della verità, non mi fermo alla prima montagna, sono stato un alpino”. Venerdì pomeriggio sarà interrogato in procura ad Ascoli Piceno. I pm lo rimetteranno di fronte alle sue contraddizioni, questa volta come indagato. Soprattutto visto che nessuno sembra aver visto Melania a Colle San Marco il giorno della sua scomparsa e conferma così il suo racconto. “Siamo sereni come lo è lui, non ha nulla da temere”, sottolinea Walter Biscotti, l’avvocato di Parolisi.

Ma dopo le menzogne sui tradimenti alla moglie, sul cellulare segreto con cui chiamava l’amante Ludovica, l’informazione di garanzia cade come un macigno sulla famiglia di Melania. “Sono increduli, è la notizia che non avrebbero mai voluto avere, il dolore sul dolore”, dice Mauro Gionni, l’avvocato a cui Gennaro e Vittoria, i genitori di Melania, e il fratello Michele si sono affidati in vista della costituzione di parte civile. Vogliono la verità e “la credibilità di Salvatore si sta consumando ai loro occhi”.

Red/Cro

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