Cargo con 768 disperati 130 finiscono all’ospedale

Gli aguzzini si sarebbero nascosti tra i disperati giunti a bordo del Blue Sky M, imbarcazione battente bandiera moldava giunto mercoledì in porto a Gallipoli

Arrestati quattro presunti scafisti della Blue Sky M, il cargo battente bandiera moldava con 768 migranti a bordo che martedì, in avaria, aveva inviato un sos vicino alle coste di Corfù per poi fare rotta verso Gallipoli. Un pool di investigatori composto da carabinieri, Guardia di finanza, Polizia e Capitaneria di porto, sta indagando sullo sbarco dei migranti, in prevalenza siriani, avvenuto mercoledì. Le indagini si svolgono sotto il coordinamento del sostituto procuratore di turno della Procura di Lecce, Antonio Negro, che ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Diverse persone sono state sentite nelle scorse ore, alcune di queste sospettate di fare parte dell’equipaggio del cargo Blue Sky M, composto da 12 membri. Gli scafisti si sarebbero confusi con i migranti per cercare di sfuggire all’arresto. Ma già ieri sera sono stati individuati e arrestati altri tre presunti scafisti. Sale così a quattro il numero delle persone sospettate di aver abbandonato, dopo aver bloccato i comandi, il mercantile. Tra loro anche il presunto comandante della nave.
Le persone arrestate sarebbero tutte di nazionalità siriana. Tutti sarebbero stati riconosciuti dai migranti che erano a bordo, mentre gli scafisti tentavano di nascondersi tra quanti venivano soccorsi. In un primo momento si era diffusa la notizia che gli scafisti fossero fuggiti a bordo di un’altra imbarcazione lasciando il mercantile senza governo.

Sotto sequestro sono state poste carte nautiche, Gps ed altro materiale ritenuto utile alle indagini che puntano a ricostruire anche la rotta della nave sin dal porto di partenza che dovrebbe essere quello turco di Mersin da dove il mercantile sarebbe partito due o tre giorni prima dell’approdo a Gallipoli. I migranti, per potersi imbarcare, avrebbero pagato cifre tra i 5mila ed i 7mila dollari all’organizzazione che si è occupata di predisporre il viaggio. Se ciò dovesse essere accertato e provato, i responsabili dovrebbero rispondere oltre che di favoreggiamento, anche di sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Tra i migranti c’è anche un gruppo di iracheni, ma la maggior parte di loro provengono dalle zone di Damasco ed Homs, in Siria, devastate dalla guerra.
Più di 130 i migranti, tra cui molte donne e diversi bambini, sono stati ricoverati in ospedale per ipotermia, mentre gli altri hanno trovato ricovero in alcune scuole comunali e sono assistiti dal personale specializzato.