VARESE È un Castori cauto e prudente quello che si avvicina alla partita di Masnago contro la Juve Stabia. L’allenatore biancorosso non si fida per niente dei campani, di cui tesse le lodi, nemmeno dopo la sconfitta casalinga di sette giorni fa contro il Novara (2-4).
L’uomo delle promozioni
La parola d’ordine è concentrazione. Le due scintillanti vittorie consecutive contro Modena (2-0) e Bari (1-0) potrebbero essere l’onda che trascina anche contro la Juve Stabia. In effetti il Varese è una delle squadre più brillanti del momento tanto da aver collezionato nel 2013 quattro vittorie (Grosseto, Brescia, Modena, Bari) in cinque partite (una sconfitta 1-2 con il Lanciano) ma il trend positivo non è sufficiente a garantire sogni di gloria in una partita che si preannuncia ostica dal punto di vista tattico e agonistico.
È lo stesso Castori ad avvertire i suoi: «Innanzitutto temo il fatto che si tratti di una squadra allenata da Piero Braglia, uno che ha conquistato la serie B con la forza delle promozioni. Allenatore bravo e preparato e questo la dice lunga sulle difficoltà che incontreremo. Lo conosco molto bene, sarà un test molto probante. La Juve Stabia è una squadra forte, simile al Modena ma più determinata. Ci aspetta una gara complicata».
Testa e carattere
Castori ha indicato la strada per portare a casa i tre punti. «Dobbiamo usare le solite armi – insiste – dobbiamo giocare una partita di grande concentrazione, mettendola sul ritmo, serve determinazione».
La strada tracciata da Castori è chiara anche se la formazione, ancora con qualche dubbio in attacco con Oduamadi favorito su Scapuzzi per sostituire Neto infortunato e Bastianoni al posto dell’acciaccato Bressan, resta il solito rebus di non facile risoluzione. «I risultati – avverte – devono portare convinzione, umiltà ed entusiasmo non boria e presunzione».
Via qualche sassolino
Con il Varese che risale la corrente certificandosi vero rivale delle prime tre in classifica, il pimpante Castori di fine inverno non si è dimenticato le critiche piovutegli addosso dopo i pareggi contro Reggina, Novara ed Empoli.
«Diciamo la verità – racconta – quei risultati furono visti come mezzi fallimenti. Ero rimasto un po’ perplesso. Adesso vediamo che il Novara sta uscendo fuori dopo le difficoltà iniziali, l’Empoli non mi meraviglia considerando l’organico che ha a disposizione con tanta gente che ha fatto la serie A. Il campionato di B è un pane duro da mordere.
Le sconfitte del Verona e del Livorno? In un campionato lungo ci stanno, le prime stanno andando a un grande ritmo».
Pino Vaccaro
a.confalonieri
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