«Pozzecco è quello che fa per noi Minucci non mi è mai piaciuto»

Abbiamo bisogno, ogni tanto, di sentire la voce del Cavalier Cimberio. Perché è capace di regalare sicurezza, di tranquillizzare. «Finché c’è lui non ci fa paura niente, nemmeno il futuro» ci ha detto qualche settimana fa un tifoso: e quella frase ci ha fatto pensare parecchio. Perché la domanda che si stanno facendo un po’ tutti viene su dal cuore: il Cavaliere ci sarà anche l’anno prossimo? Un dubbio, un timore, una possibilità.

In questo momento non posso proprio dire quel sì. Non posso farlo: è davvero ancora troppo presto.

Che stiamo ancora valutando il da farsi. Non chiedetemelo più, almeno per un po’.

I giornalisti siete voi.

Non mi nascondo. Dovesse arrivare lui, sarebbe davvero il massimo. Lui è il ragazzo giusto, la scelta migliore per portare qui tutto quell’entusiasmo che si trascina dietro.

Perché se l’avessi chiamato uomo, non avrei reso quello che è in realtà. Un uomo è serioso, grigio e triste: lui è l’esatto opposto.

Ho un’immagine del Poz che non dimenticherò mai. Durante una delle partite decisive per lo scudetto del 1999, Recalcati chiamò un time out: Pozzecco invece di andare ad ascoltarlo saltò sulla balaustra per incitare i tifosi, facendo esplodere il palazzetto. Lui quando giocava era capace di dare tutto quel che aveva dentro, e sono certo che farebbe così anche da allenatore. Ci serve una figura così.

Perché non voglio perdere nemmeno uno degli abbonati che abbiamo conquistato con la stagione degli indimenticabili. E per far questo ci vuole entusiasmo, ci vuole Pozzecco.

A Capo d’Orlando sta facendo esperienza, e con Bizzozi formerebbe la coppia perfetta. L’entusiasmo e la calma: sono complementari, quei due. E fidatevi: con Pozzecco non si vedrebbero le scene viste quest’anno.

Gente triste, gente che manda a quel paese l’allenatore o che scrolla la testa per un cambio. No: con lui sarebbero fuochi d’artificio in continuazione. Sempre, tutti i giorni. Qui da noi abbiamo un’espressione per definire quelli come lui.

“Argent vivu”.

Un bel play, un pivot, e Banks: mi è piaciuto l’Adrian di quest’anno, un altro uomo rispetto a quello di una stagione fa. Ha giocato sempre col sorriso sulle labbra, come piace a me.

No. Ho apprezzato molto l’ultimo De Nicolao, quello del finale di stagione. Polonara è uno sul quale bisognerà continuare a puntare.

Gli altri, no. E poi non dimentichiamoci del Cecco.

Deve restare: non vada a fare il presidente di Lega, che non è proprio il momento.

Non mi è mai piaciuto, e non l’ho mai nascosto. Mi dispiace solo che Varese l’abbia votato come presidente: quando è stato chiesto il mio parere, ho detto chiaramente di no.Per il resto, diciamo che Siena ha vinto perché era la più forte. Diciamo così.n

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