GALLARATE «Lo amavo moltissimo. Come faccio adesso senza di lui?». La domanda è dolorosa e non ha risposta. Viene da un padre, Riccardo Andriani, che domenica sera ha perso un figlio, Andrea, 18 anni a luglio, in un incidente stradale. Un incidente stradale vero, non un colpo di testa. Andrea non andava forte, aveva il casco allacciato, non faceva il pazzo. E’ caduto e il fato, cattivo, ha voluto che urtasse con il capo contro un cordolo del marciapiede che costeggia viale Milano. Andrea non ha colpa alcuna: è stata una tragica fatalità. «Ma io non mi do pace – dice il padre – Era uscito con la fidanzata una ragazza bellissima e dolce. Si è fatta male, ma si è salvata grazie a Dio. Credo fossero andati da McDonald’s a mangiare qualcosa, stavano tornando verso il centro. Non so altro: mio figlio non c’è più e io non so che fare. Non riesco ad accettare quest’idea».Sono le 21.45 di domenica. Andrea percorre con il suo scooter viale Milano. Dietro ha la fidanzata 16enne. Sono appena stati al McDonald’s insieme. All’improvviso la due-ruote, nonostante la velocità
moderata, sbanda e i due ragazzi finiscono a terra nei pressi della caserma dell’Aeronautica. Andrea picchia la testa contro una piccola pianta e contro il cordolo del marciapiedi.I soccorsi del 118 sono rapidi. Andrea portava il casco (da scooter, quindi non integrale), ma l’impatto è stato troppo violento. Il trauma cranico è devastante e i medici capiscono di avere poche speranze. Tuttavia tentano il tutto per tutto e trasportano il ragazzo all’ospedale di Legnano. Inutile. Andrea spira in rianimazione. La fidanzata, invece, rimedia un trauma toracico: portata all’ospedale di Gallarate, è stata operata e se la caverà.La scomparsa di Andrea ha sconvolto anche il liceo scientifico di via dei Tigli, dove il ragazzo frequentava la quarta F. Gli amici sono ammutoliti dal dolore. E’ allora la preside del liceo Luisella Macchi a rendere omaggio al suo studente: «Qui studiano 1.370 ragazzi – dice – Di Andrea ho ben presente il volto. Ma soprattutto ho ben presente l’intelligenza viva, la bella mente che lo portava a "esserci". Andrea, e con lui più volte ho avuto occasione di confrontarmi, era un ragazzo presente. Una testa interessante, pensante, autonoma, brillante".
e.romano
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