Roma, 22 giu. (Apcom) – “Occorre ripensare” lo strumento referendario, perchè esso “non muoia” e “non diventi inutile”, ma “torni a essere uno strumento di democrazia diretta”: per questo “come ministro mi riservo di avanzare nei prossimi giorni” una proposta per “riformare l’articolo 75 della Costituzione e la legge attuativa dei referendum”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni commentando al Viminale l’esito delle consultazioni sulla riforma della legge elettorale.
Maroni ha poi aggiunto che “bisogna responsabilizzare i promotori del referendum, perchè quando viene indetto un referendum che non raggiunge il quorum, il costo è a carico del contribuente”. Il ministro si è infine soffermato più volte sul fatto che questo è stato “il referendum che ha raggiunto la più bassa affluenza nella storia”, ovvero il 23% circa degli aventi diritto. “Se paragonato con il dato di affluenza per i ballottaggi delle provinciali (ha votato il 46% degli aventi diritto) – ha concluso Maroni – si capisce che negli italiani non c’è disaffezione per le urne”, ma per lo strumento referendario.
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