Roma, 30 giu. (TMNews) – La manovra di correzione dei conti da circa 47 miliardi di euro approda oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Tantissime le misure messe a punto dal governo per recuperare le risorse necessarie per rispettare gli impegni europei sul pareggio di bilancio nel 2014. Tra le ultime novità, una tassa con aliquota al 35% sull’attività di trading delle
banche e quella sui Suv e le auto più potenti, oltre alla conferma dell’imposta di bollo pari allo 0,15% sulle transazioni finanziarie. Misura che ha sollevato le “forti preoccupazioni” di Borsa Italiana. Marcia indietro invece sull’età di pensionamento delle donne: l’aumento a 65 anni non avverrà in modo drastico, ma graduale a partire dal 2020. Sulla misura, tuttavia, è ancora aperto il confronto.
Intanto, insieme al decreto con la manovra arriva anche il ddl delega con la riforma fiscale. Mentre sembra certo il taglio da cinque a tre aliquote Irpef (20, 30 e 40%), resta ancora in bilico l’aumento di un punto percentuale dell’Iva sulle aliquote del 10 e del 20%. Tuttavia, se il governo deciderà di seguire la strada dell’innalzamento dell’Iva per finanziare il taglio delle tasse allora la misura sarà contenuta nel ddl delega e quindi non sarà immediatamente operativa. Nella delega, inoltre, dovrebbe rientrare aumento della tassazione sulle rendite finanziarie già dal 2012 con l’introduzione di un’aliquota unica al 20% e la graduale abolizione dell’Irap (l’imposta regionale sulle attività produttive) a partire dal 2014.
Nel menù degli interventi anche il blocco del turn over per i lavoratori della P.A. e il congelamento degli aumenti contrattuali; la stretta sulla sanità e i costi della politica con il giro di vite su auto e aerei blu, i tagli a regioni e enti locali (che dovrebbero ammontare a 9 miliardi nel biennio 2013-2014); il ritorno del pagamento dei ticket sanitari dal 2012 e novità sul patto di stabilità interno e la scuola.
Per il governo ieri è stata un’altra giornata difficile alla vigilia del varo della manovra. L’aula della Camera ha bocciato l’articolo 1 della legge comunitaria, e il provvedimento è stato rinviato ad altra seduta.
Governo e maggioranza sono stati battuti alla Camera per otto voti di scarto: 270 i voti contrari dell’opposizione e 262 quelli favorevoli della maggioranza, alla vigilia del voto cruciale sulla manovra correttiva. “Governo e maggioranza sono allo sbando – ha detto da parte sua Pierluigi Bersani – c’è da chiedersi come facciano ad affrontare una manovra economica in queste condizioni”.
Molto critiche le opposizioni sulla manovra in ogni caso. Sempre per Bersani è “una bomba innescata sulle spese sociali” mentre è “una patrimoniale sui poveri”: per il governatore della Puglia e leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola.
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