Italia-Libia; Amnesty:rifare Trattato,diritti umani non garantiti

Italia-Libia; Amnesty:rifare Trattato,diritti umani non garantiti


Roma, 5 feb. (Apcom)
– Amnesty chiede di “rinegoziare” il
Trattato d’Amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e
Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 e ratificato il 3
febbraio in via definitiva dal Senato. “Il percorso di questo
Trattato è stato poco trasparente”, denuncia Giusy D’Alconzo,
ricercatrice dell’organizzazione per i diritti umani, nel corso
di una conferenza stampa che si è svolta al Cinema Nuovo Olimpia
a Roma e durante la quale sono stati proiettati stralci del
film-documentario “Come un uomo sulla Terra” e fotografie dalle
carceri libiche di Fortress Europe.

Secondo D’Alconzo, le intese tecniche tra i due Paesi vanno
avanti dall’accordo di cooperazione firmato nell’agosto 2007 per
fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, in
particolare in riguardo al pattugliamento congiunto nelle acque
del Mediterraneo. Ma il problema dei diritti umani rimane
irrisolto: “Nessuno spiega che fine faranno le persone che
verranno fermate nel Mediterraneo – ha attaccato la ricercatrice,
sottolineando – le autorità italiane si stanno rendendo complici
anche giuridicamente” di questi crimini. L’Italia – ha aggiunto –
ci mette uomini e soldi: “Il nostro paese è consapevole di quello
che sta accadendo in Libia”.

Quello che Amnesty chiede è “di rinegoziare il Trattato”, perchè
l’accordo – che prevede che l’Italia realizzi in Libia
infrastrutture di base per un importo di 250 milioni di dollari
americani per venti anni e pattugli i confini
terrestri della Libia per contrastare terrorismo e immigrazione
clandestina, mentre la Libia si impegna a concedere visti di
ingresso ai cittadini espulsi in passato – non fornisce garanzie
sul rispetto dei diritti umani dei migranti, ha concluso.

La Libia – secondo Amnesty – non riconosce i diritti umani
fondamentali come quello d’asilo e le sue forze di sicurezza si
rendono responsabili di abusi nei confronti degli stessi
cittadini libici, oltre che di migranti e richiedenti asilo. Il
Trattato incriminato potrebbe contribuire a mettere a repentaglio
la vita e i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo che si
trovano in Libia. In questi centri di detenzione (20 in tutto il
Paese) i migranti rimangono per almeno uno o due anni, a volte
anche di più.

Cuc

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