Comi contro Ronzulli: derby all’ultima preferenza, anche nelle ore del “blackout” della propaganda. La polemica tra i supporters delle due candidate alle elezioni europee si è protratta persino sabato, quando la legge imponeva il “silenzio elettorale”. Galeotto stavolta un messaggino Sms, spedito da un numero con l’identificativo ufficiale di Forza Italia, in cui si invitavano gli iscritti a «barrare il simbolo Forza Italia e scrivere Ronzulli». In molti, tra i sostenitori varesini di Lara Comi che fanno riferimento in gran parte all’area laica di Agorà, hanno subito gridato allo scandalo: «Viola il silenzio elettorale».
E così la polemica si è infuocata sui social network, che è diventato quasi un forum tra ultrà di diverse squadre di calcio della stessa città. Tra discussioni, denunce di «telefonate ai limiti dell’intimidatorio», accuse incrociate di aver coperto i manifesti elettorali e inascoltati appelli a «non farsi del male da soli», i forzisti se le sono allegramente “suonate”.
Come peraltro hanno fatto in queste settimane di campagna elettorale, portando acqua più a questa o quell’altra candidata in cerca di preferenze, che non al partito. Oggi il verdetto delle urne dirà chi ha ragione, ma Forza Italia sembra tutt’altro che un partito compatto al proprio interno. Nel frattempo i cellulari degli iscritti hanno ricevuto piogge di messaggi di invito al voto da parte di tutti i candidati che stanno facendo campagna in provincia di Varese, incluso Stefano Maullu.
Ma gli Sms dell’ultim’ora di appello al voto fanno discutere anche all’interno del Partito Democratico: in questo caso a suscitare scalpore e critiche è stato un messaggino con l’identificativo “Pd Renzi” che avrebbe «sostituito quello “Pd nazionale” che era stato usato per le politiche dello scorso anno».
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