«Coalizione sbriciolata Possono solo riunirsi»

«Alla vigilia di queste elezioni Europee nessuno aveva capito niente»: Vittorio Feltri, direttore editoriale de “Il Giornale” parte da questo dato e dai sondaggisti che «dovrebbero darsi all’oroscopo» per commentare i risultati delle urne.

Tutti davano Renzi e Grillo gomito a gomito e per quanto io pensassi a un due-tre punti in più a favore del Pd, devo ammettere che non mi aspettavo un risultato simile. La stabilità del Governo sarebbe andata a farsi benedire se Grillo avesse sfondato; ciononostante il M5S si è fermato in una posizione egregia. Se non fosse stato dato un testa a testa con il Pd, avremmo parlato di fenomeno Grillo non passeggero; ora parliamo di sconfitta dei Cinque Stelle. Più che contraccolpi numerici, ci saranno contraccolpi psicologici su Grillo.

Il successo di Renzi è strepitoso. Dopo 180 giorni di governo con un nulla di fatto (gli 80 euro in busta paga arriveranno ma non si sono ancora visti, di legge elettorale non se ne parla più e il superamento del Senato non è avvenuto), sulla scia di questo leader il Pd ha stravinto le Europee.


Di più. Contestavano tanto un uomo solo al comando, ma ora si leccano le orecchie e anche nella stessa opposizione interna al Pd sono contenti. Renzi ha superato la performance di Veltroni. O non si vuole che l’uomo al comando l’abbia qualcun altro oppure i sondaggisti devono cambiare mestiere a meno che i loro errori non siano giustificati dagli umori instabili degli italiani o dal loro dire bugie quando vengono intervistati.


Molti hanno votato Partito democratico per paura di Grillo, parecchi nel centrodestra erano terrorizzati da Grillo e dal M5S. Ma se il Pd ha fatto il botto, ricordiamoci anche la forte astensione.

Il centrodestra si è frantumato: prima l’allontanamento di Fini, poi la nascita di un satellitino come Fratelli d’Italia; quindi Alfano. Il centrodestra non dà più affidamento, è una banda di “sciammannati”, è tutto spezzettato in gruppi minimali come il Nuovo centro destra.

E Forza Italia è ormai residuale: dove vuole andare con quel 16,8 %? Non può più avere ambizioni. Possono soltanto pensare a tornare insieme.

Non vedo altre strade. Il centrodestra dovrebbe riunirsi con un altro leader. Berlusconi è ormai un astro offuscato.

Non vedo nessuno al momento. Dovrà emergere qualcuno dal partito, come è stato per Renzi, non essere nominato a tavolino. Non si può prendere qualcuno e farne un leader. Non sarà così, ad esempio, per Toti sebbene sia una brava persona che stimo. Ci vuole qualcuno con talento, vocazione e mestiere. Un uomo carismatico che, invece, manca nel centrodestra. Guarda caso, in tutta Europa è stato premiato il carisma, è stato votato chi ne ha di più.

La lentezza lumachesca delle nostre istituzioni non potrà farci brillare un gran che.

Dal canto suo, l’Unione europea è uno scatolone burocratico vuoto con i soli panzer economici e finanziari della Merkel. Non credo che l’Italia potrà dare una svolta; confido piuttosto nella Francia, foriera di cambiamento.

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