COMO Il grande rivale del Varese, il Calcio Como, è a rischio iscrizione. E si muovono anche i tifosi. Ieri mattina una delegazione della curva, una ventina di ragazzi in tutto, si è presentata a Orsenigo, per cercare di avere un faccia a faccia con il dg Maurizio Porro. Blitz fallito, perché a Orsenigo non c’era nessuno. I tifosi hanno raggiunto i vicini uffici della Union Cafè di Tavernerio, l’azienda di Amilcare Rivetti. Nulla da fare, Rivetti non c’era. Non contenti, sono andati direttamente a casa del vicepresidente, a Lipomo. Dove non hanno trovato nessuno. Hanno appeso un biglietto sul cancello di casa, lasciando alcuni numeri di telefono e la richiesta di un incontro chiarificatore con la dirigenza in tempi brevi. E i tifosi non sarebbero gli unici a volerne sapere di più. A quanto pare si sarebbe mosso anche un esponente politico comasco di centrodestra, che avrebbe avuto un primo colloquio telefonico conoscitivo con Rivetti per avere un quadro della situazione e per capire perché si sia arrivati a questo punto.Insomma, in tanti sono alla ricerca della verità. Esigenza naturale per chi vorrebbe sapere, ma che ancora dopo due giorni di silenzi non ha ancora avuto alcuna spiegazione ufficiale. Il motivo per cui la fidejussione non sia stata presentata – lo ricordiamo – è ancora un mistero. L’unica spiegazione poco comprensibile, a firma di Antonio Di Bari, è stata affidata giovedì sera al sito internet del Como: «Per quanto attiene la fidejussione bancaria che
avrebbe dovuto essere depositata in data odierna, non vi è stata possibilità di reperirla a causa del mancato perfezionamento di pianificate operazioni finanziarie, ma verrà comunque depositata nei termini che concederà Covisoc». La situazione però non sembra di facile risoluzione, anche perché non arrivano nemmeno segnali di aiuto. Ed è probabilmente su un contatto esterno non andato a buon fine che si è arenata la situazione. L’unico ad aver fatto una proposta concreta al Como è l’imprenditore di Gallarate Conti, responsabile per la Lombardia della ditta di abbigliamento Navigare. Conti, avvicinatosi senza esito anche al Cantù non più di un mese fa, che ha offerto un sostegno al Como, ma solo a livello di sponsorizzazione e per il sostegno del settore giovanile. C’è preoccupazione, evidente, anche all’interno della società, con il direttore Maurizio Porro che ha parlato di «disguidi tecnici non riconducibili al Calcio Como per la mancata presentazione della fidejussione». Lo stresso Porro non ha voluto regalare illusioni: «Confidiamo di avere i soldi, anche se potrebbero arrivare all’ultimo momento utile». Voci, sempre più insistenti, danno per sfiduciato e preoccupato lo stesso Rivetti. Ma c’è tempo fino al 12 per sistemare la situazione e il Como potrebbe arrivare in extremis a consegnare tutta la documentazione mancante. Altrimenti, niente Lega Pro. Lo scenario alternativo? Se ne potrebbe parlare solo dopo il 12 luglio. E sarebbe, nella migliore delle ipotesi, una ripartenza dalla serie D, che passi per un cambio nella forma giuridica della società. Luca Pinotti
s.bartolini
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