VARESE – Quella di ieri è stata una domenica sotto le aspettative per i negozianti varesini, che arriva alla fine di una settimana che non ha brillato per tutti dal punto di vista delle vendite. Questo nonostante la crisi abbia allentato la sua morsa e manchi solo un mese a Natale. Un indicatore è l’autosilo delle Corti che ieri, dall’apertura fino alle 18.30, ha visto entrare circa duemila auto. Poche per
il periodo, tanto più considerando che ieri era in calendario lo spettacolo dei Legnanesi che richiama sempre almeno 200 auto. Alle 18.30, le auto all’interno dell’autosilo erano appena 760, un numero molto basso per una domenica prenatalizia. Lo polizia locale non ha ricevuto alcuna segnalazione relativa al traffico in ingresso e in uscita alla città, e neppure segnalazioni su auto parcheggiate fuori dagli stalli, in posizione da arrecare intralcio alla circolazione.
«Nello stesso fine settimana, lo scorso anno, ho lavorato il doppio – afferma, del negozio Swarovski di corso Matteotti – Domenica è stato un deserto anche nel punto vendita dell’Iper. Vedo quell’atmosfera di gente che non ha ancora voglia di spendere. Mi sembra che lo shopping sia frenato».
Roncati fa una valutazione: «tutte queste aperture domenicali fanno passare l’entusiasmo per le compere prenatalizie. Una volta si apriva di domenica a partire dall’8 dicembre, poi è stata aggiunta l’ultima domenica di novembre, adesso si è aperti sempre e non c’è più l’effetto novità». Roncati ricorda quando, 40 anni fa, si occupava di addobbare la vetrina del negozio di articoli da regalo di famiglia.
Lo faceva nella notte tra il sette e l’otto dicembre: «Quando tiravo su la saracinesca, c’era fuori la gente che aspettava. L’entusiasmo si sentiva in quegli anni lì». Non ultimo, secondo l’imprenditrice, anche il meteo gioca la sua parte: «Con il bel cielo di questa mattina (ieri, ndr), le persone saranno andate a fare un po’ di sport all’aria aperta».
Non si esclude che gli attentati di Parigi possano aver fatto passare la voglia di fare shopping. Non tanto per paura di frequentare posti affollati, quanto per la portata del lutto e del dispiacere di vedere colpita l’Europa nel cuore. A questo, potrebbe essersi sommato un senso di incertezza per il futuro.
Tutti fattori che non aiutano le vendite.
«La settimana è stata terribile, ma sabato i clienti hanno iniziato a fare compere in vista del Natale – spiega, della valigeria Ambrosetti – Non so come mai la settimana sia stata così sottotono, certe volte lo shopping ha un andamento inspiegabile. Abbiamo anche pensato che gli attentati di Parigi possano aver condizionato le persone. Ma sabato è stata una giornata positiva».
«Le persone passeggiano con le mani in tasca, non è iniziato lo shopping di Natale – è il parere di , che parla da quell’osservatorio privilegiato che è il suo negozio di fiori di corso Matteotti – Ho sentito i varesini parlare degli attentati: la percezione è di una cosa successa lontano. Non credo che abbia influito sulla voglia di spendere. Penso che le persone abbiamo preferito sfruttare la bella giornata per fare una passeggiata».
Di parere opposto , fiduciario di Ascom e titolare della gioielleria Parravicini di viale Milano: «Domenica siamo rimasti chiusi. Ma sabato abbiamo lavorato come un sabato di dicembre inoltrato. Direi che lo shopping di Natale è iniziato».













