Roma, 26 giu. (Apcom) – Sarà l’autopsia sul corpo di Michael Jackson a fare chiarezza, scrive The Times, ma ci vorranno settimane per stabilire se la sua morte è legata a eventuali droghe, alcol o a medicinali prescritti dai dottori. Il quotidiano britannico avanza un’ipotesi destinata a sollevare diverse critiche, ma che circola già su diversi media e tra gente che ha conosciuto da vicino la star: l’arresto cardiaco che ha ucciso il ‘re del pop’ forse è stato causato da un’iniezione di calmanti.
La notizia viene chiaramente presentata come una delle tante congetture che girano intorno a questa scomparsa improvvisa.
Certo è che Michael Jackson tra due settimane avrebbe dovuto iniziare una serie di concerti all’arena O2 di Londra per lui molto impegnativi, a causa della salute cagionevole e dopo oltre 10 anni di silenzio artistico. Pare che il cantante avesse espresso irritazione per il fatto che le date degli show fossero passate da dieci a 50. Una decisione presa dagli organizzatori dell’evento dopo il sold out immediato delle date prestabilite.
The Sun, citato da The Times, scrive oggi che un assistente di Jackson, poco dopo il ricovero, ha detto al personale medico del pronto soccorso dell’ospedale Ucla di Los Angeles, che il cantante era collassato dopo un’iniezione di Demerol, un potente calmante simile alla morfina e che può, in certi casi, provocare arresto cardiaco.
Oggi l’ex manager di Jackson, Tarak Ben Ammar, ha accusato i medici “ciarlatani” di averlo imbottito di medicinali per arricchirsi grazie all’ipocondria del cantante.
Chb
MAZ
© riproduzione riservata










