La Provincia di Varese tornerà probabilmente al voto la prossima primavera.
La bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, del riordino delle Province nel decreto Salva Italia, rende infatti automatico il ricorso alle elezioni.
Tuttavia, il Governo starebbe già studiando una nuova legge per superare questi enti locali, che, in quanto legge costituzionale, avrebbe un iter della durata di un anno e mezzo.
E lascia le Province commissariate, come quella di Varese, nel caos più totale.
Il commissario(Lega), durante la conferenza stampa di ieri a Villa Recalcati, non usa mezze parole: «La sentenza della Corte Costituzionale non solo ci riporta di fatto alla situazione di 24 mesi fa, ma sancisce anche che i tecnici al Governo si sono dimostrati “dilettanti allo sbaraglio».
Galli punta l’indice sull’esecutivo guidato da Letta: «Detto in tutta sincerità, dopo la figuraccia fatta da e dal suo Governo, mi aspettavo un po’ di buon senso sull’argomento. Con tutti i gravi problemi che ha questo Paese faccio davvero fatica a capire questo accanimento contro le Province, le quali, ammesso anche che vengano abolite senza essere sostituite da altri organi, inciderebbero sul bilancio dello Stato solo per l’1,5%>.
Il leghista insiste sulla necessità di riformare lo Stato con criterio. «Due anni fa sono stato attaccato quando ponevo il problema sostenendo che anche le venti Regioni forse sono eccessive visto che vi sono realtà che hanno un terzo degli abitanti della nostra provincia». La quale ha i conti più che in ordine.
«Noi qui a Varese per la fresatura meccanica, ad esempio, facciamo gare per 2,56 euro a metro quadrato. Regione Lombardia, pur non facendo strade, ha un suo prezzario ed è pari a 3,69, ovvero il 50% in più. Anas addirittura a 8,46 euro al metro quadrato, ovvero tre volte tanto».
E il costo del personale è passato dai 27.500.000 euro nel 2009 a 23.100.000 euro nel 2013: 4 milioni in meno. «Per i dipendenti, a fronte di una media di 1 dipendente ogni mille abitanti, noi siamo passati da 1 dipendente ogni 1.700 abitanti del 2008 a 1 dipendente ogni 1.950 abitanti nel 2013. Eppure abbiamo continuato sempre e comunque a garantire servizi e alta qualità ai nostri cittadini».
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