Varese non abbandona Antonio Ha una casetta e cerca lavoro

Il lieto fine è ancora tutto da scrivere ma certi messaggi arrivano al cuore come le boccate d’aria ai polmoni affamati di ossigeno.

«Antonio ha ancora un tetto sopra la sua testa, ha ricevuto numerosi aiuti e sta cercando un lavoro. Grazie».

Parole di, giovane donna di Bobbiate che per prima ci ha guidati nel mondo di questo senzatetto siciliano di mezza età da diversi mesi a Varese. Alessandra lo ha conosciuto vicino al tribunale, zona nel quale si accampava con la sua cagnolina di nome Stellina senza un posto dove dormire, senza niente da mangiare e con uno smarrimento impossibile da immaginare e da commentare dal basso di una tastiera.

Alessandra lo ha aiutato insieme ai suoi amici, ha instaurato con lui un rapporto consuetudinario fatto di conforto ai suoi bisogni primari, gli ha comprato uno zaino nuovo e gli ha soprattutto pagato di tasca propria una settimana all’hotel Stelvio quando i carabinieri sono stati costretti a sfrattarlo dal suo giaciglio di fortuna nei pressi del palazzo di giustizia. Aver

reso noto il gesto della ragazza sul nostro giornale ha scatenato quella che viene comunemente definita come una “catena della solidarietà”, ma altro non è che la dimostrazione del cuore di tanti varesini: l’uomo di origine catanese ha ricevuto l’appoggio di tanti altri privati che rimangono a noi sconosciuti ma a cui va un grazie grande come la loro umanità.

I bar della zona di sua “residenza” gli hanno offerto le colazioni e – durante il maltempo continuo dei primi giorni di agosto – Antonio ha avuto la possibilità di passare alcune notti in un altro hotel. Quando una persona attrae a sé così tanta attenzione è quasi certo che se la meriti: Antonio ha voluto intraprendere un percorso di rinascita e Varese lo ha adottato.

Veniamo ad oggi. Tramite l’intercessione di , un altro cittadino costantemente al suo fianco, l’uomo abita in un piccolo locale messo a disposizione dai Rangers d’Italia, corpo di volontari che ha come scopo la protezione dell’ambiente naturale, la prevenzione del degrado ecologico, la protezione civile e la protezione degli animali.

Vicino alla loro sede di via Pascoli, il senzatetto ha un riparo per sé e per Stellina in una casetta di legno, fa qualche lavoretto di giardinaggio e sta riprendendo a camminare con le sue gambe.

Quella del signor De Rinaldis è un’altra voce autentica di questa bella storia: «Ho letto l’articolo sul vostro giornale e, passando da via Dandolo, un giorno ho incontrato Antonio. Da allora ci vediamo spesso: beviamo un caffè, fumiamo qualche sigaretta, gli faccio compagnia. E con me tanti altri: oltre ai Rangers anche il personale paramedico dell’Asl gli è stato vicino».

Il prossimo obiettivo da raggiungere, il lieto fine vero e sospirato, il tassello mancante ad una vita con nuovi crismi di normalità è un vero lavoro: «E Antonio lo merita e merita aiuto nel cercarlo – conclude il benefattore –perché ha voglia di uscire dalla sua situazione precaria, perché non ha mai gettato la spugna e non si è mai lasciato andare, come avrebbe potuto, all’alcol ed alla trasandatezza».

Un aiuto in cui verrà coinvolto anche il Comune di Varese.

«Stiamo cercando di prendere appuntamento con il sindaco per coinvolgere i servizi sociali e le loro reti».

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