Roma, 27 giu. (Apcom) – La morte del cantante Michael Jackson non è il risultato di un ‘crimine’, ovvero, di una morte indotta da qualcuno. ‘Nessun trauma’, insomma. Questa è l’unica certezza che sembra avere il coroner di Los Angeles, che ha concluso l’autopsia sul corpo della pop star. Tuttavia, ha affermato un portavoce, per poter stabilire con esattezza i motivi del decesso occorre aspettare ‘da quattro a sei settimane’ per il responso di ulteriori test.
Intanto, sono emersi nuovi particolari sulle circostanze che circondano la morte del re del pop. Secondo una persona vicina ai fatti, che ha parlato con l’Associated Press, il divo è deceduto davvero per un attacco cardiaco e non per altre cause ipotizzate dai media. Quando è collassato, secondo la stessa fonte, si trovava a casa proprio con un cardiologo, che gli ha praticato, invano, il massaggio cardiaco mentre qualcuno dell’entourage chiamava il numero d’emergenza 911.
Ieri la polizia ha perquisito l’auto del dottor Conrad Murray, cardiologo che opera in California, Nevada e Texas, e che era in casa del cantante, in cerca di medicine che potrebbero avere favorito il collasso. Lo stesso ufficio del coroner ha fatto sapere che l’icona della musica faceva uso di diversi farmaci, ma senza rivelare di che tipo di medicine si trattasse.
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