Sempre rintracciabili con Google Latitude, ma privacy problema


New York, 5 feb. (Apcom)
– Nell’era di Internet e dei telefoni
cellulari, della connessione ovunque e della reperibilità a tutti
i costi, sono sempre di più le persone disposte a sacrificare una
parte, – sempre più grande, – della propria privacy. Da oggi
questo è ancora più vero grazie a Google, che ha presentato
Latitude, un software in grado di localizzare e rintracciare le
persone tramite il telefonino.

Se da un lato il software è stato pubblicizzato come uno
strumento “a prova di bugia”, insomma come un modo per aiutare i
genitori a tenere d’occhio i propri figli in modo più esatto che
con una semplice telefonata, la strada è aperta per chiunque
voglia sapere costantemente dove trovare la persona desiderata.
Mogli, fidanzati e chiunque sia geloso della propria privacy può
tirare comunque un sospiro di sollievo: per essere rintracciati
bisogna dare il proprio consenso.

Il concetto di base è semplice: basta avere un cellulare o un
altro apparecchio wireless su cui si carica il software che,
tramite un sistema Gps, effettua una sorta di “triangolazione”
cercando il ripetitore più vicino, quindi combina i dati e mostra
dove la persona si trova. Dovrebbe funzionare negli Stati Uniti e
in altri 26 Paesi, con tutti i tipi di telefoni cellulari,
eccetto l’iPhone, ma la società ci sta lavorando. Per cominciare
il software sarà reso compatibile con il Blackberry, gli
apparecchi che usano i sistemi operativi Windows Mobile di
Microsoft, Android di Google o Symbian.

“Quello che Latitude fa è consentire alle persone di condividere
con amici e parenti informazioni sul posto in cui si trovano e,
analogamente, sapere dove si trovano le altre persone”, ha detto
Steve Lee, responsabile del prodotto di Google Latitude,
aggiungendo che “per esempio una ragazza può vedere se il suo
fidanzato è già arrivato al ristorante o quanto ancora si trova
lontano”.

Come era inevitabile, un software di questo genere sta già
sollevando polemiche sulla tutela della privacy delle persone e
gli esperti si chiedono se il programma riceverà il via libera
delle autorità garanti europee. Google non ha tardato a mettere
le mani avanti, da un lato sottolineando appunto che occorre
sottoscrivere il servizio, specificando in che misura una persona
vuole essere reperibile (per esempio, il punto esatto in cui si
trova o solo la città). Inoltre la società di Mountain View, in
California, ha assicurato che non tratterrà le informazioni
relative ai movimenti degli utenti, ma che sarà registrata nei
database di Google solo l’ultima località identificata.

Ars-Emc

MAZ

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