Crisi; Decreto governo: imprenditori contenti, i consumatori no


Milano, 28 giu. (Apcom)
– Detassazione del 50% degli utili
reinvestiti, incentivi per chi non licenzia e per i corsi di
formazione destinati ai cassintegrati. Il decreto anti-crisi
varato dal governo ha già incassato il gradimento di
Confindustria. venerdì il presidente Emma Marcegaglia ha definito
positivo il provvedimento sia nella parte che defiscalizza gli
utili reinvestiti – “in linea con le nostre richieste” – sia
nella parte che introduce bonus per le imprese che rinunciano a
licenziare.

Abbottonati gli imprenditori, almeno i più grandi, che rimandano
alle dichiarazioni della Marcegaglia. Più disponibili a parlare i
piccoli, che si mostrano comunque soddisfatti. “Mi sembrano
misure condivisibili, l’impressione è più che positiva” spiega
Fabio Talin, presidente di Securebag, azienda attiva nel settore
delle macchine aeroportuali per la sicurezza dei bagagli, con
circa 400 dipendenti sparsi in 12 Paesi e con una previsione di
fatturato 2009 di 30 milioni di euro, di cui 12 in Italia. “La
nostra azienda investirà di sicuro una parte degli utili in nuovi
macchinari” spiega Talin “così come assumerà nuovo personale,
anche se non credo si tratti di cassintegrati. Se devo fare un
appunto al provvedimento del governo, però, è che pensa solo alle
aziende in crisi. Sarebbe bene predisporre aiuti, per esempio nel
campo della formazione, anche alle aziende in crescita come la
nostra”.

Il decreto del governo va anche a incidere sul settore bancario, imponendo un tetto a tutte le clausole contrattuali aventi per oggetto la commissione di massimo scoperto. Per il momento dall’Abi non trapela nessun commento, anche perché il prossimo due luglio è già in calendario un’audizione alla commissione finanze della Camera dei vertici dell’Abi proprio sul tema del massimo scoperto. Solo allora, fanno sapere dall’Abi, l’associazione dei bancari darà una valutazione puntuale sul decreto. Decisamente poco soddisfatte, invece, sono le associazioni dei consumatori. La Federconsumatori, attraverso il presidente Rosario Trefiletti, fa sapere che “nulla si fa in questo decreto anticrisi per migliorare il potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso” e che se “verrà confermato l`ulteriore slittamento

della class action, allora questo governo avrà dato la prova definitiva di essere attento solo a chi è forte nel mercato”. Più sfumato il commento dell’Aduc, che, attraverso le parole del presidente Vincenzo Donvito, sul massimo scoperto parla di un’iniziativa positiva, ma che lascia “perplessi il fatto che il governo debba intervenire su questo argomento, mentre si sente la mancanza di un’authority con poteri effettivi”. Sulla class action il presidente di Aduc è convinto che “siamo di fronte a un rinvio tombale” e che il governo sta affrontando il problema dell’occupazione “in modo marginale, perché non viene per nulla preso in considerazione il tema centrale del lavoro nero, con l’attuale legge sull’immigrazione che è una spinta all’illegalità diffusa”.

Cep

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