Furbetti dell’Imu, la festa è finita Varese è nel mirino della Gdf

Furbetti dell’Imu, la festa è finita
Varese è nel mirino della Gdf

Caccia aperta ai furbetti dell’Imu: Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza non faranno sconti a nessuno. L’input è chiarissimo: le verifiche sono in corso e mirano a scovare chi ha cercato di nascondere i propri possedimenti immobiliari camuffandoli da altro. Qualcosa che, ovviamente, costa meno.

I primi riscontri parlano di 200 furbetti scovati in tutta la provincia: persone che hanno spacciato immobili perfettamente funzionanti per ruderi in disuso. Ma sfuggire è praticamente impossibile: «L’agenzia delle entrate – spiega il colonnello , comandante provinciale della guardia di finanza di Varese – Si occupa in prima istanza dei controlli tabulari. In sintesi è ai funzionari dell’agenzia che spetta la prima scrematura, il primo controllo per così dire. Loro hanno accesso diretto ai dati catastali e eseguono in tempo reale una comparazione tra i dati registrati e il dichiarato».

«Qualora vengano riscontrati casi particolari – continua Morelli – interveniamo noi. Parlo ovviamente di fatti connessi a reati quali bancarotta, fallimenti o maxi evasione fiscale. In sintesi noi arriviamo quando proprietà immobiliari sospette vengono intestate a prestanome, a terze persone, nel palese tentativo di sottrarre questi beni immobiliari ad un fallimento o ad una bancarotta».

Il reato, in questo caso, si aggrava. Tra i 200 furbetti pizzicati in provincia, però, non ci sarebbero casi eclatanti.

C’è chi pecca di ingenuità e chi pecca di eccessivo ottimismo sul genere «non mi scopriranno mai». I tentativi di elusione dell’Imu, in media 1,2 ogni mille abitanti della provincia, non presentano realtà macroscopiche: si tratta, come constato dall’Agenzia delle Entrate, di ruderi ristrutturati ed utilizzati come studio-ufficio familiare, di sottotetti resi abitabili ma non dichiarati.

Nessuna villa con piscina accatastata come stalla, insomma, come accaduto a Bari dove un avvocato ha fatto trovare alla finanza delle pecore in salotto, era lui ad aver parlato di stalla per la lussuosa magione in questione, dichiarando di aver voluto un ambiente confortevole per i propri ovini. Non mancano però le zone calde: nel mirino dell’agenzia delle entrate, ad esempio, c’è tutta la fascia lacustre.

Quella a maggiore vocazione turistica di tutto il territorio. «Il rischio è che si spacci per prima casa una casa di villeggiatura – spiega Morelli . -Tentando in questo modo di eludere il pagamento adeguato dell’Imu. Anche in questo caso però chi cercherà di sgarrare non potrà andare lontano: la zona in questione è molto circoscritta e l’Agenzia delle Entrate non avrà difficoltà a verificare ciascuna posizione segnalandoci eventuali irregolarità gravi».

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