Nel momento più caldo dell’anno, quello in cui la città si svuota, la solitudine può diventare più pesante.
D’estate, e soprattutto in agosto, il rischio che la solitudine diventi un vero e proprio disagio aumenta esponenzialmente, soprattutto per quelle categorie di persone che normalmente vivono situazioni di fragilità.
È il caso di Angelo, un uomo di 37 anni, che vista la criticità della sua condizione preferisce mantenere l’anonimato.
La sua è una storia di solitudine che ha origini molto lontane. Angelo è stato abbandonato alla nascita in Puglia dai genitori e lì è rimasto finché, a 11 anni, una famiglia di Varese ha deciso di adottarlo.
Diventato adulto ha trovato l’amore e si è sposato. Per oltre dieci anni ha lavorato come operatore ecologico nella zona di Arcisate. Poi, la separazione dalla moglie. «È stato un periodo veramente pesante e ho avuto un esaurimento nervoso».
Da quel momento, la sua vita precipita nel baratro: prima perde il lavoro e poi si trova messo alla porta anche dalla famiglia adottiva. A causa di quell’esaurimento nervoso, Angelo ora gode di una pensione di invalidità che gli permette di racimolare poco più di 250 euro al mese.
Da circa quattro mesi, l’uomo è riuscito ad essere inserito come ospite nel dormitorio comunale di via Maspero. «Prima di arrivare al dormitorio – racconta – ho dormito sui treni in stazione a Varese per più di un mese: lì ho avuto paura». Dallo scorso 4 agosto, grazie al supporto dei Servizi Sociali, ha trovato un lavoro in una cooperativa che produce vassoi per le compagnie aeree. «Lavoro quattro ore al giorno per un totale di 300 euro al mese. A fine settembre il contratto dovrebbe scadere».
Quello stesso 4 agosto, 59 anni, ha protestato all’esterno di Palazzo Estense. Aveva un negozio di alimentari in via Leonardo da Vinci a Giubiano, ma la sua attività è fallita e si è ritrovato in mezzo a una strada.
I Servizi Sociali del Comune, temporaneamente, gli hanno offerto un letto all’interno del dormitorio di via Maspero dove si trova da una decina di giorni.
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