e mollano tutto e vanno in Uganda. Vorrebbero riuscire a partire tra marzo e aprile, i due varesini trentenni che si sono sposati a fine agosto nella loro parrocchia di Bosto.
Fanno parte del gruppo dei 23 che sabato sera ha ricevuto il mandato missionario dalle mani dell’arcivescovo di Milano, .
«Era un mio desiderio sin da ragazzino – racconta Giorgio – che poi è cresciuto e maturato anche insieme a Marta. La possibilità è nata dopo aver conosciuto un amico, frate Carmelo, che ci ha coinvolto nella sua opera».
Nel 2012 hanno passato sei mesi in missione. «Allora è nato il progetto del “Villaggio della gioia”», il primo centro per bambini ugandesi con disabilità gravi, destinato all’educazione, crescita e integrazione in un mondo nel quale, a volte, vengono discriminati persino dai loro genitori. Tornati per le nozze a Varese e raccogliere fondi ora sono pronti a ripartire.«La nostra è una scelta di fede, saremo missionari laici francescani».
Per questa vocazione Marta lascerà il lavoro di educatrice professionale con i disabili dell’Anaconda di Varese e lui, invece, la concessionaria d’auto di famiglia.
Si fermeranno laggiù per «cinque o dieci anni. Verificheremo la concretizzazione del progetto. Potrebbe essere per tutta la vita. L’intento è quello di portare la missione all’autonomia, finché non sarà l’Africa stessa a prendersene cura».
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