Due giorni neri al Circolo. Allerta tre: stop ai ricoveri

Tra lunedì e martedì superati i duecento accessi al pronto soccorso. Scatta il trasferimento di pazienti nel Verbano. Colpa dell’influenza

– Sono stati giorni difficili per i Pronto Soccorsi varesini, presi d’assalto da grandi e piccoli affetti dal virus influenzale e da malanni di stagione. A soffrire particolarmente di questo iper afflusso è stata l’unità di Emergenza-Urgenza del Circolo. Qui è stato raggiunto il livello 3 di sovraffollamento che ha fatto scattare il Piano di Gestione del Sovraffollamento, cioè il blocco dei ricoveri programmati che comprendono

l’insieme di tutti gli interventi chirurgici rimandabili. Per capire meglio di cosa stiamo parlando è bene precisare che il livello di normalità si verifica quando al Pronto Soccorso non si superano i 185 accessi giornalieri.Arrivati a quota 185, con 25 pazienti in attesa di ricovero su letto o barella e due pazienti senza posto letto da più di 24 ore, scatta il livello 1 di sovraffollamento.

Viene, così, effettuata una segnalazione alla Direzione Medica, che comunica ai reparti i posti letto da fornire, bloccando, sino a quando sarà necessario, i ricoveri programmati in area internistica e cardiologica. Il livello 2 di sovraffollamento, invece, è indicato quando si raggiungono i 190 accessi con cinque pazienti in attesa di ricovero da più di 24 ore.
Anche qui, viene dato il via al blocco dei ricoveri programmati sia in area internistica, sia in quella chirurgica. Superati i 200 accessi, come accaduto lunedì e martedì – quando i pazienti giunti al Circolo sono stati rispettivamente 215 e 225, ci troviamo nel livello 3 di sovraffollamento.
Durante questa fase, capita che ci siano una decina di pazienti in attesa di ricovero da oltre 24 ore. Oltre al blocco dei ricoveri programmati, anche in questo caso nelle aree internistica e chirurgica, la Direzione Medica chiede la disponibilità di posti letto nei presidi del Verbano e proporne il trasferimento a tutti i pazienti clinicamente trasferibili.

«Abbiamo un problema con i ricoveri che stanno andando un po’ a rilento, abbiamo ancora alcuni posti letto chiusi, ad esempio in Geriatria, a causa della mancanza di personale che, però, dovrebbe prendere servizio a breve – spiega il direttore generale dell’azienda ospedaliera,- In questi casi, come avviene in tutti gli ospedali lombardi, viene attivato il Piano di Gestione del Sovraffollamento approvato da Regione Lombardia e dall’Areu». Insomma nelle prossime settimane, se l’incidenza del virus influenzale aumenterà e i malanni di stagione continueranno a colpire i grandi anziani, è possibile che si verifichino ulteriori slittamenti nei ricoveri programmati.
«Ogni tre ore, quando viene attivato il Piano di Gestione del Sovraffollamento, la direzione medica compie una valutazione della situazione – continua Bravi – Non sempre tutti i ricoveri programmati vengono rinviati. In ogni caso, il paziente non finisce in fondo alla lista. E , dopo al massimo un paio di giorni, viene richiamato e gli viene proposto di sottoporsi all’intervento nel giro di pochissimi giorni».