Ruffinelli: “Contro il pedaggio sabotiamo il casello di Gallarate”

Ruffinelli: “Contro il pedaggio sabotiamo il casello di Gallarate”

VARESE Uscite a Cavaria e rientrate dopo Gallarate». In altre parole, uno “sciopero del casello”. Soluzione paventata ai varesotti dalla consigliera regionale Luciana Ruffinelli, leghista, per ribellarsi al sopruso che pendolari del Nord stanno subendo anche a colpi di aumenti dei pedaggi.

L’Autolaghi infatti è rincarata di 10 centesimi, di nuovo, e dal primo gennaio il passaggio dal casello di Cavaria è arrivata a costare 1,40 euro. Netta e immediata la presa di posizione del presidente della Provincia Dario Galli che ha denunciato come questo ennesimo aumento sia «ingiustificato e assurdo», nonché un modo di continuare a spremere il Nord per pagare gli sprechi del Mezzogiorno. Il ricorso al Tar promosso da Galli contro il casello stesso però non ha avuto successo, e ora la Ruffinelli chiede che la «rivoluzione copernicana» parta dai cittadini.

«Se penso alla protesta che è scattata a Roma quando hanno solo accennato a mettere il pedaggio sul raccordo anulare, mi stupisco di come la protesta del nostro presidente sia una voce del deserto», commenta. «Facciamo come quando erravamo studenti e avevamo pochi soldi: usciamo a Cavaria e rientriamo a Gallarate saltando il casello. Ci metteremo qualche minuto in più». Non può essere solo la politica ad alzare la voce: «I cittadini invece non si sono mai sentiti, sembra che la gente sia diventata apatica».

Teme invece si stia scivolando verso una vera e propria rivolta popolare Rienzo Azzi, consigliere regionale pidiellino di area Laica: «La politica non si può più chiamare fuori. Non me ne frega niente del casello in sé, mi interessa dell’aumento del casello in questa fase, con la benzina che aumenta, con i prodotti che aumentano, con le tasse che aumentano, e con la gente che non ce la fa più». E sono i politici, non i tecnici, secondo lui, a dover dare delle rispose quanto prima. «Tra non molto saremo alla disperazione. Se continuiamo a dare questi segnali tra un po’ la gente invece di prendere il fucile e puntarselo alla testa prenderà il fucile estenderà in piazza».

Sul tema specifico del nostro casello, che poi si collega direttamente alle condizioni in cui versa l’autostrada e ai mancati investimenti, la soluzione politicamente condivisa è la regionalizzazione. «Dobbiamo andare avanti con la proposta politica di regionalizzare l’Anas», dice il consigliere regionale Stefano Tosi, del Pd. «E’ questo l’argomento su cui le forze politiche devono lavorare. Permetterebbe di regolare gli aumenti tariffari in base agli investimenti previsti sul territorio. Quello che sta accadendo adesso invece è un aumento non motivato dal finanziamento di interventi, ma è un aumento che poi permane sul pedaggio». Il passaggio, secondo Tosi, non necessita di un governo politico per essere attuato. «Si può fare benissimo anche con un governo tecnico. Chi meglio del territorio può decidere questi adeguamenti?»

D’accordo nel merito il senatore del Carroccio Fabio Rizzi, ma non ritiene fattibile una regionalizzazione finché ci sarà un governo tecnico. «La dizione giusta non è “tecnico” ma “golpista” – precisa Rizzi – e finché ci sarà non si può pensare di portare avanti la regionalizzazione, che è l’unica soluzione possibile. Per un anno e mezzo sopporteremo il golpe e tutte le loro porcate, poi ci sarà la liberazione e il ritorno alla democrazia. A quel punto inizieremo a cambiare le cose».

f.tonghini

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