La città come un grande puzzle Galli: «Ora ridisegnamo Varese»

Pezzi di un puzzle che si scambiano per definire meglio un’immagine: se l’Università abbandona via Ravasi per andare nelle strutture di Bizzozero dell’ex ospedale psichiatrico, la Asl, stretta in un quartiere periferico, potrebbe portare in centro i suoi uffici, proprio occupando le strutture lasciate libere dal rettorato.

Lo racconta , commissario straordinario della Provincia, che dell’impegno preso da , che ha dichiarato la propria intenzione a prendersi carico personalmente del comparto di piazza Repubblica.

Il presidente della Lombardia l’ha dichiarato ieri a La Provincia: «Voglio fare un accordo di programma che coinvolga Comune, Provincia e Regione per trovare destinazione e dare via alla procedura di sistemazione.

Entro la fine dell’anno metterò attorno ad un tavolo Regione, Provincia e Comune per trovare una destinazione non solo alla caserma Garibaldi e all’ex collegio Sant’Ambrogio, ma a tutta l’area».

«Questa è l’occasione per riorganizzare la città, risistemando i “pezzi del puzzle”, come si è fatto negli anni ’90 – dice Galli – Varese sarà una città più servita e funzionale. Adeguata alle accresciute esigenze dei tempi».

L’idea di Galli è un’ipotesi tra le più probabili: l’Insubria sta progettando di trasferirsi completamente a Bizzozero. L’ex ospedale psichiatrico, che oggi già ospita alcuni padiglioni in cui gli studenti seguono le lezioni, ospiterà anche il rettorato e gli uffici amministrativi che oggi stanno in via Ravasi.

«Un processo ancora lungo – dice il rettore – prima dobbiamo sistemare gli spazi che ci accoglieranno, ma l’intenzione è di riunire in un’unica area gli edifici dell’Università».

L’Insubria andrebbe a “circondare” gli uffici dell’Asl, che oggi ha l’ingresso in via Rossi. «Ci sono uffici amministrativi, ma anche ambulatori, come il centro vaccinazioni – dice Galli – potrebbe essere più funzionale per tutti spostare queste attività in via Ravasi, in centro, più facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici».

L’altra grande scommessa è la caserma Garibaldi: smentisce la rinuncia al progetto di farne un teatro stabile, «un’ipotesi ancora valida, inserita in un discorso molto ampio».

«Il teatro alla caserma potrebbe dare a Varese il “quid” che ancora le manca – dice Galli – anche se lì è il Comune a dover decidere, in qualità di proprietario dell’immobile. Villa Recalcati a breve avrà di nuovo a disposizione via Ravasi, che oggi è concessa in comodato d’uso all’Università, e faremo proposte per quello».

Il puzzle di cui parla Galli, però, va anche oltre il centro: oltre a via Ravasi e alla caserma Garibaldi, viene coinvolto anche l’ex ospedale psichiatrico, e le vecchie strutture dell’ospedale di Circolo che si stanno liberando con la conclusione degli spazi nel nuovo monoblocco. Tutti gli enti coinvolti verranno riuniti intorno ad un tavolo, per capire come riorganizzare la città. «Maroni, da governatore lombardo, vuole lasciare un segno nella sua città. Un’occasione da cogliere al volo» dice Galli.

Il problema da non sottovalutare, però, saranno i fondi. Perché senza le risorse non si fa molta strada.

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