VARESE Funicolare fino al Campo dei Fiori. Suona come una proposta indecente alle orecchie dei varesini che sul servizio più deficitario del comune ne hanno sentite d’ogni, eppure questa volta si fa sul serio. Non tanto perché le condizioni del tratto oggi in funzione siano migliorate, né perché l’utenza si sia miracolosamente moltiplicata. Più semplicemente, la prospettiva di ripristinare anche il secondo troncone è assolutamente realistica perché questa è l’intenzione del Senatur, che di carte da giocare ne ha parecchie sia a Varese che al governo.
Valorizzare il territorio, questo sta a cuore al ministro delle riforme Umberto Bossi. «Voglio rifare a Varese la funicolare che porta al Campo dei Fiori com’era un tempo» ha dichiarato durante un incontro con i sindaci a Ternate. Il tratto di funicolare fino al Sacro Monte in effetti era stato fortemente voluto dalla Lega ed è entrato in funzione come previsto nel luglio 2002. Imprevisto invece era il buco di bilancio che avrebbe creato nei sette anni successivi, fino ad oggi, perdendo in media 200 mila euro all’anno. Ecco spiegata l’ipotesi mai messa da parte di chiudere il primo troncone e sostituirlo definitivamente con il collegamento via autobus della linea urbana C, gestita dalla Sila, a prima vista molto più vantaggiosa. «Mi capita spesso di incorrere nella domanda su cosa sia opportuno fare – spiega Maurizio Marino, presidente di Avt che gestisce la funicolare – ma non voglio entrare nel merito delle decisioni politiche. Quello che posso dire riguarda solo i dati oggettivi dei bilanci che sono pubblici e pubblicati sul sito: i costi di ammortamento arrivano circa a 200 mila euro l’anno e abbiamo 20 mila accessi per un euro a biglietto, quindi restiamo con 180 mila euro scoperti. Ma si sa da una vita che i conti sono in rosso e per un servizio pubblico è normale che sia così, anche con gli accessi quadruplicati resterebbe un grosso buco di bilancio».
La scarsa attrattiva per l’utenza comunque non sta nella funicolare in sé, secondo il sindaco Fontana, ma nell’accessibilità a dir poco carente. «Sono dell’opinione che non valga la pena di fasciarsi la testa prima di essersela rotta – commenta Fontana rispetto al timore, pur fondato, che raddoppiando la tratta si raddoppino le perdite – innanzitutto vanno risolti i problemi della funicolare, ovvero l’accessibilità e la mancanza di parcheggi. Per fare questo è indispensabile investire e il ministro potrebbe darci una mano, a quel punto si potrà valutare meglio anche se ripristinare il secondo tratto». Cosa che farebbe bene anche al primo, sottolinea il sindaco, perché darebbe valore aggiunto
a tutto il comparto. «Ottima idea – dichiara il consigliere Aldo Colombo (Pdl) in risposta all’uscita di Bossi – i progetti per rifare quel tratto ormai sono pronti in Comune da tempo». L’unica condizione posta dal consigliere è che sia lo stato a portarci i finanziamenti indispensabili, perché non si dovrà rovistare nelle tasche dei varesini. «Il progetto comporta l’esborso di qualche milione di euro per la realizzazione, mentre la gestione costerà annualmente più di quella per il primo tratto, si parla di centinaia di migliaia di euro: se il ministro riuscisse davvero a portarci i soldi che servono invece di mandarli a Messina sarei favorevole». Francesca Manfredi
e.marletta
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