Il bonus 80 euro non si tocca. Il governo resta irremovibile su questo fronte, ma per andare incontro alle minoranze Pd apre a correzioni sul bonus bebè. Una mediazione che viene apprezzata anche dai più battaglieri esponenti dem come Stefano Fassina («Abbiamo fatto dei passi in avanti. Il testo migliora»). Le modifiche, che potrebbero arrivare al Senato quando arriverà anche il capitolo della tassa unica comunale (local tax), e sarà rivista la partita sui fondi pensione, faranno sì, spiega il viceministro all’Economia Enrico Morando, che la misura sia più efficace per i «poverissimi». Esecutivo che proprio ieri intanto ha incassato un’apertura di credito da parte di Bruxelles.
E proprio degli spazi di correzione e dell’iter della manovra hanno discusso ieri mattina a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. La decisione è stata di rinviare appunto a Palazzo Madama alcuni dei nodi spinosi sui quali ancora non si è giunti a una conclusione, a partire dalla local tax. Renzi infatti, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari e di governo, avrebbe chiesto un ulteriore approfondimento. Anche se resterebbe ferma la convinzione di introdurla con la Legge di stabilità e senza dunque predisporre un decreto ad hoc. Irap, Regioni, revisione degli interventi sui minimi e delle aliquote sui fondi pensione pure sarebbero capitoli rinviati a Palazzo Madama mentre alla Camera si affronterà il nodo Comuni.
Il pacchetto di modifiche ai tagli agli enti locali è infatti pronto ed è intenzione del governo presentarlo oggi in commissione Bilancio. Commissione che intanto ieri ha continuato i lavori approvando la proroga per il 2015 sulla compensazione fra i debiti fiscali e i crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione. Via libera anche al divieto di sommare il bonus 80 euro con gli incentivi per i cervelli in fuga, che però avranno due anni di tempo in più per poter utilizzare gli sconti a loro dedicati.
Niente da fare invece sul bonus 80 euro, oggetto di battaglia da parte delle minoranze Pd. Minoranze che però evidenziano il lavoro costruttivo fatto in questi giorni. Lo stesso presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia mette in risalto la necessità di rafforzare gli aspetti redistributivi della manovra ma anche i passi avanti fatti e l’apertura del governo all’ipotesi avanzata da Fassina di utilizzare l’Isee per il bonus bebè. Altro fronte, quello degli ammortizzatori: un capitolo per il quale i fondi aggiuntivi dovrebbero ammontare a circa 400 milioni di euro ma che le minoranze Pd insistono deve essere irrobustito.













