Busto Arsizio Soldi e tempi: sono da sciogliere i dubbi sulla sistemazione dello stadio Speroni. Non li scioglie per ora l’assessore ai Lavori pubblici Franco Girola, anche se non chiude la porta alla realizzazione delle nuove tribune: «Quel lotto del progetto non è stato accantonato ma prima dobbiamo occuparci dei lavori necessari e urgenti di messa a norma richiesti dal Ministero degli Interni».
Intanto il dibattito si infiamma dopo che Francesco Lattuada, capogruppo An-PdL e capo ultras, ha protestato in commissione contro l’ipotesi di stralciare le nuove tribune per destinare altrove i 700 mila euro in bilancio. Un nodo che non è ancora stato sciolto ieri al termine della riunione tecnica con i professionisti che si stanno occupando del progetto di sistemazione dello stadio Speroni non ha potuto dare novità certe. «Stiamo lavorando per preparare il terreno alla realizzazione delle opere previste – spiega l’assessore – per prima cosa ci occuperemo degli interventi di messa a norma che sono più urgenti in vista del campionato che inizierà a settembre, poi penseremo al resto». Un altro dubbio che scuote la città e i tifosi sono i tempi, con quei tre mesi di cantiere che rischiano di far saltare qualche partita casalinga: «Miracoli non ne fa nessuno» ribatte Girola.
Intanto balena un’altra possibilità, quella di affidare l’opera ad Agesp Servizi, con la speranza di velocizzare i tempi rispetto all’amministrazione pubblica: «E’ un’ipotesi che stiamo valutando – ammette l’assessore delegato ai Servizi in house Giampiero Reguzzoni – Agesp Servizi è il braccio destro dell’amministrazione e potrebbe essere in grado di svolgere con maggiore agilità
un compito per il quale i tempi sono molto stretti». Sulla disponibilità economica del milione e mezzo destinato allo Speroni, Reguzzoni taglia corto: «I soldi sono pronti, cash» assicura il vicesindaco in replica alle voci che impazzavano ieri a palazzo Gilardoni sul fatto che quella cifra fosse vincolata alle alienazioni patrimoniali ancora lontane dal realizzarsi.
Le opposizioni stanno a guardare. Il capogruppo Pd Valerio Mariani approva gli interventi di messa a norma ma invita a valutare le opere restanti, rilanciando l’idea “speroniana” (inteso nel senso del leghista presidente del consiglio comunale) dell’alienazione dello stadio. «Votammo quell’emendamento al bilancio e ora chiediamo che ci si confronti con la nuova società – spiega Mariani – Stadio e squadra sono un patrimonio della città, ma l’ampliamento andrebbe inserito in un discorso più ampio. Se dai privati ci sono le forze per investire perchè non pensare ad una gestione privata dello stadio? Tanto più che l’area fa parte della programmazione urbanistica dei piani integrati». Si dichiara infine «spiazzato dall’inefficienza di questa amministrazione» Antonello Corrado, capogruppo di Rifondazione, che pure aveva votato contro allo stanziamento da 1,5 milioni a favore dello stadio, proponendo ai tempi del bilancio di previsione di destinare altrove i fondi. «Resto convinto che ci siano priorità più urgenti, però dò ragione a Lattuada. La maggioranza prima è andata avanti come un treno sull’ampliamento dello stadio, ora frena senza comprendere il motivo».
f.artina
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