I nuovi contenziosi nelle aziende? Nascono per colpa dei social network

L’analisi - La mappa della Cisl dei Laghi: nel 2015 impennata di casi. Dimezzano i fallimenti ma dilaga ancora la piaga del lavoro nero

Si mette in malattia e invece va in barca. Ma non riesce a sfuggire alla tentazione di postare su Facebook un selfie in mezzo alle onde. La foto viene vista dal datore di lavoro che prende immediati provvedimenti. L’accaduto è stato oggetto di una controversia gestita dalla Cisl dei Laghi. E non è un caso isolato, perché le vertenze che hanno a che fare con i social network sono in aumento, in alcuni casi con risvolti penali. «L’uso troppo ingenuo dei social network è già stato

oggetto di diverse pronunce giurisprudenziali – spiega , responsabile vertenze Cisl dei Laghi – Nel 2015 abbiamo avuto una decina di casi, ma il numero crescerà». Oltre alle finte malattie smascherate dalle foto online, c’è il caso di quel datore di lavoro che ha iniziato a corteggiare una sua dipendente scrivendole messaggi su Facebook. Oppure un altro che, dopo che una dipendente licenziata ha lasciato l’azienda, ha scritto: «Da oggi l’aria è più pulita». Altri casi riguardano l’uso dell’e-mail aziendale per questioni extra ambito lavorativo.

La Cisl dei Laghi, nel 2015, ha fornito assistenza complessivamente a 768 lavoratori, per un totale di 512 vertenze e di 256 procedure concorsuali (fallimenti e concordati). Le vertenze riguardano soprattutto il settore del commercio, con 190 contenziosi. Segue il settore metalmeccanico, con 123. E l’edile, con 48. Sul totale di 512 vertenze, 84 lavoratori (il 16,4%) sono extracomunitari. La buona notizia è che i fallimenti aziendali sono in diminuzione: nel 2015 i lavoratori assistiti sono stati 256, contro i 571 del 2014. Il dato è positivo perché fa pensare a un rilancio economico, ma non è accompagnato da una ripresa occupazionale. «Abbiamo assistito a una forte contrazione del contenzioso sui contratti a termine, a seguito delle novità legislative e normative indotte – continua Mastroberti – Pur avendo promosso alcune vertenze per finte collaborazioni a progetto, le stesse si sono ridotte notevolmente: le nuove norme, infatti, hanno reso più conveniente per le aziende stabilizzare questi rapporti di lavoro, piuttosto che rischiare contenziosi». «Riscontriamo, invece, un incremento dei lavoratori che vengono pagati coi voucher. L’utilizzo degli stessi non è ancora chiaro e, se per alcune tipologie di prestazioni può essere considerato legittimo, per altre è irregolare» spiega il responsabile. Rimane più o meno costante il numero di lavoratori licenziati. Permangono ancora situazioni di lavoratori retribuiti totalmente in nero. Ci sono inoltre in corso alcune cause di mobbing, che riguardano prevalentemente grandi aziende.