Profughi: adesso è allarme rosso. I posti sono meno degli stranieri

Pressing su Varese - Poche le risposte al bando per l’accoglienza della prefettura

– Profughi in provincia di Varese, il piatto della Prefettura piange: il bando per l’accoglienza 2016 “produce” un’offerta di appena 900 posti, contro un fabbisogno richiesto dal ministero di 1.550 richiedenti asilo. «Meno posti a disposizione persino del numero stesso di richiedenti già presenti oggi in provincia di Varese» ammette il prefetto , che rinnova l’appello alla «collaborazione» di tutte le istituzioni. Intanto in Anci Lombardia è polemica, sulla proposta di un esponente del Pd di “obbligare” i Comuni ad accettare quote di profughi in base alla popolazione residente: «Idea da Stato totalitario» la bocciatura del sindaco di Varese. È sempre drammatica la situazione dell’accoglienza degli “stranieri richiedenti protezione internazionale” in arrivo sul territorio. Sbarchi e arrivi via terra, dal confine di Gorizia, non si fermano, così «gli arrivi sono continui – come spiega il prefetto Zanzi, chiamato a gestire la delicata problematica per conto del Viminale – Ad esempio oggi ce ne verranno assegnati cinque su 50 arrivi in Lombardia». In questo momento, per fare una fotografia della situazione, sono 1.165 i richiedenti asilo accolti in provincia di Varese, distribuiti tra tutte le varie strutture. Ma su una quota prevista per il 2016 di 18mila presenze in Lombardia, la nostra provincia dovrebbe avere una capacità di accoglienza di 1.550 posti. È questa la cifra che è stata inserita nel bando di gara per l’accoglienza 2016, recentemente rinnovato dalla Prefettura. «Purtroppo – ammette Giorgio Zanzi da Villa Recalcati

– l’esito della gara è stata di soli 900 posti offerti, meno del numero di richiedenti asilo che abbiamo. Il che significa che dobbiamo ricollocare sul territorio oltre 200 persone, oltre che far fronte ai nuovi arrivi previsti nel corso del 2016». Una patata sempre più bollente, quella che deve gestire la Prefettura di Varese. Ecco perché Zanzi accoglie con favore l’iniziativa della Rete dei Sindaci per l’Accoglienza, che gli è stata presentata venerdì da una delegazione di fasce tricolori, tra cui di Comerio e di Tradate, e che ha fatto la sua prima uscita lunedì sera a Tradate, con l’obiettivo di «creare una rete per favorire l’accoglienza sul territorio. Resto in attesa – ammette il prefetto – che queste iniziative si concretizzino, perché sono estremamente importanti». Anche perché in Lombardia continua a montare la polemica sull’accoglienza dei profughi, dopo che di Anci Lombardia qualche giorno fa ha ventilato l’ipotesi di “obbligare” i sindaci ad accettare gli arrivi sul loro territorio in proporzione alle dimensioni dei Comuni. Per il sindaco di Varese Fontana è «un’idea da Stato totalitario». «Non si possono imporre iniziative del genere a chi è stato democraticamente eletto. Continuo a restare dell’idea che i sindaci debbano rifiutarsi di accogliere i richiedenti asilo». Anche il segretario nazionale della Lega Lombarda reagisce: «Siamo oltre l’assurdo. Sia chiaro, nessun Comune dove c’è un sindaco della Lega Nord accoglierà questa richiesta, anche a costo di farsi commissariare dal Prefetto».