Da Di Roberto a Oduamadi Quattro sfide per il Varese

Questo è il Varese che dovrà salvarsi. Può piacere o non piacere, a noi piaciucchia, ma non c’è più spazio per lamenti e rimpianti: tale è, tale rimarrà e dovrà arrivare in fondo a conquistare quei 22 punti che mancano alla quinta serie B consecutiva. È (siamo) l’esercito della salvezza, uniti si arriva in fondo. A noi piace perché, volente o nolente, ha mantenuto l’identità, cioè Corti e Neto, aggiungendo un altro pezzetto d’anima: Fabrizio Grillo. Qualcuno

lo ha accostato al calcioscommesse: lui che vive di sfide, chiuderà la bocca a tutti quanti, correndo e morendo senza fermarsi nemmeno quando l’arbitro avrà fischiato la fine. Altra sfida: Odu voleva 20 partite come finali per conquistarsi i mondiali con la Nigeria. Eccole. Di Roberto è la gemma (per noi una delle migliori ali della B) ma anche lui ha una missione: chiudere la bocca a chi, nel suo Cittadella, gli ha dato del mercenario.

Trevor Trevisan ci piace già dal nome, che si legge tutto d’un fiato, o si raduna in una sigla (TT) che sa d’eroe dei fumetti. Qui vivrà una seconda vita: a Padova gli avevano tolto la fascia, lui che aveva un triennale, lui che andava dai bimbi nelle scuole. Come Grillo può assordare con il suo sibilo i senesi, così TT può dimostrarsi vero capitano a chi l’ha spodestato.

Detto che non ci piace la cessione del terzino Azzolin dalla Primavera alla Lucchese in D (meritava di assaporare la prima squadra), i saluti. Il primo va a Lazaar: gioca sempre come nel cortile di Casablanca, cinquanta contro cinquanta, dove contava solo divertirsi. Che vincessi o che perdessi, sei sempre uscito dal campo con un sorriso: difendilo e volerai leggero ovunque vorrai. Ma nel cuore abbiamo Franco Lepore,

distrutto dalla squalifica di un anno per aver finto d’infortunarsi con la Nocerina. Non siamo giudici ma uomini che, in nove anni di Varese, non hanno mai incontrato un giocatore così puro e dolce, così capace di credere nel calcio e nella maglia come “Curcio”. Papà, da lassù, ti direbbe: gli sconfitti non sono quelli che sbagliano per troppo amore, ma tutti gli altri. E te lo dicamo anche noi.

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