VARESE Siamo tutti maroniani. Il popolo padano è molto italiano quando si tratta di saltare sul carro del vincitore. O meglio, sul Carroccio visto che stiamo parlando di Lega. Mai come oggi, infatti, è difficile trovare qualcuno nelle file leghiste che non invochi la parola d’ordine pulizia e che non si dica sostenitore del triumviro Roberto Maroni. Anche chi, nemmeno un anno fa, era pronto a consegnare al “nemico” le teste di chi combatteva contro il cerchio magico. La pulizia, in ogni caso, non è stato l’oggetto del primo direttivo provinciale con il nuovo commissario Massimo Garavaglia. O meglio, le cariche esecutive del precedente organigramma sono state azzerate, e sostituite con un’unica nuova entrata, il segretario organizzativa Donato Castiglioni. Per il resto, ai sedici membri elettivi e di diritto della segreteria Garavaglia ha posto come obiettivo la battaglia alle amministrative. Ma la base non si accontenterà di rimanere a guardare. Molti dei “maroniani della prima ora” ci tengono a mettere i puntini sulle “i”. «C’è chi ha pagato a caro prezzo la sua opposizione al cerchio magico. Molti invece sono corsi da noi solo quando gli altri crollavano» dice un sindaco del Varesotto.I capofila dei ribelli, ovvero i maroniani della prima ora, sono senz’altro l’avvocato insubre Andrea Mascetti e l’ex segretario provinciale e sindaco di Tradate Stefano Candiani. Loro due hanno
pagato con provvedimenti disciplinari (nel primo caso) o tentativi di commissariamento ed espulsione (nel secondo) l’ira del cerchio magico. Accanto a loro troviamo l’ex sindaco di Buguggiate Alessandro Vedani, che prima e dopo il congresso provinciale del 9 ottobre 2011 è stato tra i più duri accusatori contro i reguzzoniani. E Leonardo Tarantino, sindaco di Samarate, che aveva “osato” candidarsi alla segreteria e poi costretto al ritiro. Esattamente come Donato Castiglioni. Il quale, tuttavia, si è schierato apertamente con i maroniani solo dopo quest’episodio. Inizialmente, prima che la situazione precipitasse, era capofila dei rizziani, ovvero l’area del senatore Fabio Rizzi. Oggi integrale ai maroniani, fino all’anno scorso ha cercato di fare corrente a sé. Maroniani della prima ora il sindaco Attilio Fontana e il presidente della Provincia di Varese Dario Galli. Fontana è stato anche minacciato di espulsione, se avesse partecipato il 15 settembre allo sciopero dei sindaci. La sezione di Varese presenta poi una peculiarità nel panorama provinciale, ovvero l’esistenza, anche durante la capillarizzazione del conflitto, di una terza via equidistante (seppure, tutto sommato, più simpatizzante di Maroni), quella dell’assessore varesino Fabio Binelli e del consigliere comunale Massimo Realini. Tra i bossiani che invece sarebbero pronti a cambiare casacca” vengono menzionati l’assessore provinciale Bruno Specchiarelli (che è anche presidente della scuola bosina) e il dirigente provinciale Marco Colombo. Marco Tavazzi
s.bartolini
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