Gaffe “misogine” dei Cinque Stelle, la senatrice bustocca Laura Bignami scrive privatamente una lettera di scuse alle colleghe del Pd e si dissocia dagli attacchi alla presidente Boldrini.
Ammettendo l’autogol del Movimento: «Eravamo all’apice della nostra battaglia e siamo finiti dalla parte del torto».
Insieme ad altri tre senatori (, e), si dissocia «Abbiamo aderito al MoVimento Cinque Stelle per essere parte attiva di un cambiamento e contribuire a migliorare il rapporto dei cittadini con le istituzioni. I fatti accaduti e gli attacchi personali dell’ultimo periodo non hanno dato né un segnale positivo né propositivo».
Un vero e proprio errore strategico e di comunicazione, quelle offese sessiste che sono uscite dalla bocca e dai blog dei deputati pentastellati e del leader (dall’accusa alle deputate di essere state elette «solo perché brave a fare p…», ovvero a praticare sesso orale, alla frase del comico «cosa fareste in macchina con la Boldrini?») che hanno finito per ribaltare tutta la situazione contro il Movimento.
«Un autogol? Sicuramente sì. Avevamo messo alle corde la maggioranza svelando tutte le contraddizioni del parlamento – ammette Laura Bignami – ma invece di capitalizzare questo successo, ci siamo trovati immediatamente dalla parte dei “colpevoli”».
Ecco perché la senatrice ammette di aver fatto pervenire le sue scuse alle colleghe del Pd per le pesanti offese sessiste e chiede di abbassare i toni: «Siamo tutti esposti, noi compresi. Farebbe bene a tutti darsi una calmata».
Intanto arriva ufficialmente la dissociazione dei quattro senatori, inclusa Bignami, sul caso Boldrini, soprattutto nei confronti dei responsabili della comunicazione del Movimento, che avrebbero «innescato reazioni scomposte» con le loro esternazioni e i post sul blog di Grillo: «Stigmatizziamo con fermezza ogni forma di violenza e di aggressione sia verbale che fisica. L’attacco alla persona non rappresenta l’attacco alle idee. I contenuti del blog non sono redatti con il consenso o la partecipazione di chi rappresenta democraticamente il paese».
Del resto la senatrice Bignami non è nuova a prese di posizione non propriamente in linea con la vulgata grillina “mainstream”. Come sulle restituzioni del mese di dicembre: «È giustissimo e obbligatorio rendicontare, ma non siamo dipendenti di una azienda, ognuno di noi è dipendente dei cittadini – aveva scritto Bignami – sarebbe opportuno non limitarsi a mettere in luce solo le restituzioni dei parlamentari ma anche l’indice di produttività degli stessi».
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